Un Pozzo senza fine!

Ci siamo: anche quest’anno, immancabile, siamo arrivati all’appuntamento con il Gamba de’ Legn, torneo che chiude la regular season e che fa da ultimo banco di prova prima dell’appuntamento principale dell’anno, quello con le Finali di Campionato.

L’anno scorso, in occasione di questo appuntamento, eravamo riusciti ad organizzarci in due squadre competitive, raccogliendo buoni risultati con entrambe; quest’anno, complice una stagione costellata decisamente da troppi infortuni, ci possiamo presentare con una squadra sola, ma sicuramente motivati a far bene.

Partendo dal presupposto che questo torneo non ha nessuna importanza in termini di punteggi per la classifica, visto che siamo saldamente al comando e nessuno può raggiungerci, possiamo giocare con la mente sgombra dall’obbligo del fare risultato, e possiamo concentrarci al meglio sul fare in campo le cose provate e riprovate in allenamento, sapendo che anche degli errori non comprometterebbero nulla (se non l’umore di Uto!).

Dopo una primavera abbastanza piovosa e fresca (un paradiso dal mio punto di vista), il sabato del torneo si preannuncia invece più “standard”, con afa e sole. Partiamo quindi carichi di gazebo e frighetti stracolmi di bevande idratanti, prontamente recuperate da Roby, nella speranza di ingraziarsi il mister. L’ingenuo non sa cosa lo attende: vista la rosa a disposizione, gli toccherà giocare in mezzo e amministrare il gioco, cosa che lo tranquillizza tantissimo!

Si aggiungono alla spedizione anche i lungo degenti Franco (quasi recuperato del tutto e autore delle infografiche identificative delle squadre avversarie) e Manu (ancora un po’ di pazienza e sarà a posto anche lei), che daranno supporto a bordo campo, gestendo i tempi e la registrazione dei punteggi, per non farci andare in ansia.

Manca invece la presidente, impegnata con gli scrutini a scuola: riuscirà il coach a rosicchiare le presenze che lo separano da lei?

Dimostrando delle doti per me inaspettate, tutte le raccomandazioni su orari e approccio al torneo vengono rispettate e alle 10:30 siamo pronti a scendere in campo. Ovviamente senza riscaldamento, che quello si sa… serve solo agli atleti.

VRT – Barbarians Dolcè

Dolcè si era iscritto al torneo, ma poi una serie di eventi gli impedisce di partecipare come squadra, ma si riescono comunque a presentare come Barbarians. Beneficiamo perciò di un primo turno relativamente agevole, perché si sa, è sempre difficile organizzarsi con persone con cui non ti alleni, e la prima partita è quella che ti serve per trovare la quadra della situazione.

Noi giochiamo al piccolo trotto, provando quello che ci siamo detti. Le cose funzionano, anche se dovranno poi essere verificate anche contro chi ha una difesa più strutturata. Non possiamo lamentarci comunque, e segniamo 8 mete tutte provando sempre a imbastire qualche movimento di squadra, senza mai sfruttare le iniziative personali. Subiamo una meta, evitabile, ma un calo di concentrazione può starci in questo caso. Risultato finale di 10-1 in virtù del bonus donne.

VRT – Venezia Touch

Il secondo incontro ci mette di fronte il Venezia, squadra creatosi da circa un anno, che ha iniziato a far vedere delle buone cose, ma spesso, soprattutto in difesa, commette ancora errori importanti. E noi siamo troppo esperti per non sfruttarli, soprattutto perché ci permettono di segnare delle mete relativamente semplici, che quindi ci facilitano la gestione della partita. E se c’è una cosa che ci piace, è quella di risparmiare le forze!

In questa partita bisogna segnalare che 6 mete sono state segnate dalle nostre ragazze, con 3 marcature di Moira, 2 mete per Martina e una per Stephanie. Unica nota “stonata”, la meta di Chuck, che non perde occasione per potersi sentire beato fra le donne!

Buon livello di attenzione in difesa invece, dove non concediamo nulla ai nostri avversari, nonostante qualche infrazione di troppo da parte nostra, che garantisce un sacco di possessi offensivi a Venezia.

Da segnalare una frase di incitamento da parte di Marci verso Roby: “Se la prossima volta non prendi il tocco, ti tiro un pugno”… Motivatore vero!

VRT – Touch Roma

Partita che servirà a definire la vincitrice del girone. A causa di un infortunio nell’incontro di esordio, Roma è costretta a giocare con solo 2 donne, perciò beneficiamo del bonus e tutto appare in discesa. Poi se entriamo in campo determinati e convinti, le cose non possono che prendere una sola direzione. Chiudiamo il primo tempo sul 3-0 con 3 mete di Gigi (cosa più unica che rara; sono andato a cercare quando ho segnato almeno 3 mete in una partita… era Gennaio 2013), ma purtroppo perdiamo Uto, che ha un problema alla schiena dopo aver raccolto un pallone da terra. Nel secondo tempo perdiamo un po’ di efficacia, subiamo la meta del 3-1, ma alla fine riusciamo a segnare anche noi con Stephanie, ottimamente servita da Marcello, tornato a pieno servizio dopo il problema al ginocchio e la contrattura.

Il risultato finale di 6-1 ci fa qualificare come migliore fra le prime e andiamo direttamente in semifinale. Abbiamo perciò un po’ di tempo per rilassarci e cercare di tamponare le abbronzature a strisce che stanno cominciando a vedersi sui nostri pallidi corpicini.

VRT – Treviso Knights

Temevo questo incrocio: purtroppo ho dimenticato a casa la coppa TRE-VE (quella vinta dalle ragazze delle due squadre nel 2021), quindi dobbiamo per forza vincere altrimenti il senso di colpa non mi abbandonerà più fino alla prossima occasione!

Entriamo in campo determinati e concentrati, cosa non scontata dopo la pausa lunga di cui abbiamo beneficiato.

Un paio di passaggi in avanti non ci permettono di aprire subito le marcature, ma poi Moira e Stephanie si inventano un bell’incrocio che manda in meta quest’ultima e il ghiaccio è rotto. Difendiamo benissimo un paio di attacchi trevigiani, e poi finalmente Marci vede approvato un suo passaggio verso Stephanie, che può raddoppiare. Il primo tempo però si chiude con la meta di Treviso, che accorcia le distanze e lascia il risultato in bilico.

La ripresa segue lo stesso copione, con noi che in difesa facciamo bene tutto quello che dobbiamo e non lasciamo opzioni ai nostri avversari. In attacco potremmo essere un po’ più cinici, ma alla fine riusciamo a segnare di nuovo con Stephanie che è pronta a ricevere un passaggio di Moira che si porta a spasso link e ala avversaria. Una volta sul 3-1 gestiamo un po’ i tempi senza spingere più di tanto e così poco prima della fine subiamo la meta del 3-2. Che ci sia di monito: mai pensare che sia fatta, o come diceva Yogi Berra (grande creatore di frasi ironiche ma spesso con grande significato) “Non è finita, finchè non è finita”.

Manca veramente troppo poco (grazie Manu per il servizio da cronometrista!), e così facciamo passare gli ultimi secondi di partita giocherellando a metà campo e riducendo il rischio a 0. Penso che i trevigiani non si fossero resi conto di essere in svantaggio e si aspettavano un drop-off, altrimenti non ci avrebbero lasciato questa libertà.

Fatto sta che andiamo in finale e posso passare le prossime settimane senza il rimorso di essermi scordato la coppa!

VRT – Brianza ToucherZ

E come spesso accade (quest’anno è la quarta volta), eccoci in finale contro i Brianza.

Nelle precedenti finali abbiamo avuto un approccio spesso rinunciatario. Quello che dobbiamo cambiare è sicuramente questa mentalità, perché ci sta perdere, ma bisogna comunque provare a giocarsela: in fondo si parte sempre sullo 0-0 (a parte a Varese, ma non stiamo a fare troppo i precisini…).

Scendiamo in campo e…. siamo tosti! Difesa stretta, supporto fra compagni, comunicazione, un po’ di aggressività. Rispetto alle ultime sfide, tutta un’altra partita.

Da segnalare alcune ottime chiusure difensive di Nicola e di Roby, eccellente presenza in campo di Chuck (che ha giocato un ottimo torneo), solito generosissimo contributo di Moira. Tutto questo si traduce in un primo tempo che si chiude sull’1-0 per i Brianza grazie ad una splendida meta all’ala, indifendibile, con qualche rimpianto per un nostro passaggio giudicato in avanti, che ci avrebbe consentito di finire in parità.

La pausa ci permette di fare il punto della situazione e renderci conto che questa volta la partita è ancora alla nostra portata. Sicuramente anche i nostri avversari si sono resi conto che devono ancora guadagnarsela la vittoria e anche loro entrano in campo estremamente motivati.

Il nostro primo attacco si chiude con un nulla di fatto, il loro attacco si chiude con la meta, ancora una volta grazie ad un perfetto passaggio lungo verso l’ala.

Non ci facciamo sconfortare, ma proseguiamo con il nostro gioco e anche noi riusciamo a segnare con Stephanie, nonostante una mano più che dolorante, che finalizza un’ottima azione orchestrata da Marcello. 2-1 e situazione ancora gestibile.

Delle buone difese nostre complicano tantissimo la vita ai brianzoli, che però alla fine trovano lo spazio giusto per il 3-1, beneficiando anche del fatto che Dile si è fatta male al ginocchio e rimane in campo stoicamente, anche se ormai fa fatica anche solo a camminare.

Subiamo anche la meta del 4-1, ma nonostante questo, a risultato ormai sfuggito, segniamo la meta del 4-2 finale grazie a Dario, perfettamente posizionato per ricevere il bel passaggio di Nico.

Risultato solito ma atteggiamento totalmente diverso: in qualche modo c’è una specie di soddisfazione, anche se alla fine si tratta pur sempre di una sconfitta.

Non c’è tempo per rimpianti e lamentele, perché si passa alle premiazioni, dove facciamo incetta di trofei. Stephanie vince il premio di top scorer femminile (7 mete per lei), Moira vince quello come migliore giocatrice del torneo e, udite udite, il miglior giocatore del torneo c’est moi! (ci sono grandi polemiche su questa assegnazione, perché dopo essere stato definito la mente della squadra, ora anche MVP… il mondo sta andando a rotoli! Comunque, per la cronaca, ho preso ben 2 voti su 12, tanto per chiarire l’unanimità a riguardo 😊).

Bene, qui si chiudono i racconti di campionato per quest’anno…

Ah no! Manca ancora una puntata. Non so cosa inventerò la prossima volta, ma spero che questa armata Brancaleone che siamo riesca a ispirarmi per poter scrivere un’altra bella storia su “Le fantastiche avventure del Verona Touch”. Ragazzi, conto su di voi!

P.S.: se qualcuno avesse avuto dubbi sulle infografiche: un Barbaro e un dolce, una gondola, il Colosseo, 3 visi e la Coppa TRE-VE, corona ferrea, autodromo e villa Reale

LiVuoiQueiKiwi?

Ogni tanto penso a quando smetterò di giocare e so che tante cose non mi mancheranno per nulla, prima fra tutte i dolori dopo il torneo. Poi però arrivano le trasferte lunghe, quelle belle, quando stai via per più di un giorno, e allora mi viene in mente che non ho nessuna intenzione di smettere e voglio giocare ancora per tanto tempo, almeno finché mi ritrovo attorno questi scappati di casa che ho la fortuna di definire compagni di squadra!

Il torneo de L’Aquila era già stato un successo l’anno scorso, e quest’anno, appena è apparso in calendario, ha riscosso subito grande adesione. Qualcuno sta ancora maledicendo gli amici che hanno fissato il matrimonio proprio nella data del torneo.

Dopo la positiva esperienza passata, si replica con il viaggio in pulmino, e così venerdì verso l’ora di pranzo comincia l’operazione di recupero della frazione veronese.

Pulmino VR a pieno carico

La frazione bresciana invece dedica l’intera giornata alla trasferta e la loro partenza è anticipata, in modo da avere anche tempo di fare pausa pranzo.

Il grosso inconveniente del viaggio è l’alluvione che ha colpito la Romagna: fidandoci di istruzioni alquanto confuse dei nostri navigatori, decidiamo comunque di imboccare l’A14, e la conseguenza è che siamo diventati fortissimi alle parole crociate: 4 ore di settimana enigmistica e siamo pronti a completare cruciverba anche senza leggere le definizioni.

Per fortuna che Vittoria aveva procacciato ottime cibarie e Franco aveva pensato bene di omaggiarci con un bel vassoio di cannoli: almeno a pancia piena la coda è passata in maniera tranquilla.

Il nostro ritardo scombussola tutti i piani della cena e della presa di possesso dell’alloggio, e quindi, mentre il pulmino targato BS arriva a l’Aquila in orario più che decente e riesce a rispettare tutti i piani, per il pulmino targato VR è possibile assalire i meritati arrosticini solo alle 22, dopo ben 10 ore di viaggio.

L’ingresso in casa poi è ancora più confusionario… ma scopriremo solo dalle recensioni se gli altri ospiti dell’alloggio si sono risentiti o ci hanno perdonato.

L’adorabile risveglio organizzato da Marcello sulle note della sveglia militare interrompe bruscamente il sonno dei giusti: il più contento è sicuramente Landino, che aveva pensato fosse una buona idea raggiungerci il giorno prima. “Dormo a L’Aquila, così il mattino non mi devo svegliare tanto presto per partire… sono già là!” Si, certo, e poi alle 7 del mattino ti ritrovi con una trombetta nel cervello e a pensare per quale squadra giocare l’anno prossimo!

Colazione, intrecciatura dei capelli per le ragazze, riempimento di borsoni, recupero di Tabone alla stazione e poi finalmente si può partire verso il campo!

Giustamente, in questa primavera dal sapore di Novembre, le nuvole che ci sovrastano non preannunciano nulla di buono, e infatti la pioggia non tarda ad arrivare. Il campo però sembra in condizioni accettabili. Speriamo non aumenti la pioggia e vediamo finché dura.

Un po’ controvoglia andiamo a cambiarci e siamo pronti per il riscaldamento. Tra i tantissimi riscaldamenti fatti male in questi anni, questo si posizione nella top 3, particolarmente pessimo e lasciato alla libera iniziativa. Ok, ci scalderemo come al solito in partita.

VRT – L’Aquila Touch

Subito una partita impegnativa, per rompere il ghiaccio al torneo.

Il campo pesante mette in difficoltà entrambe le squadre, ma probabilmente noi ci adattiamo meglio, visto che di solito la velocità non è il nostro punto forte. La partita si apre con una bella meta di Fede innescato da Marcello, poi ci pensa Uto (alla quattrocentesima presenza) a raddoppiare su assist di Moira (per lei presenza numero 100!). Primo tempo concluso al piccolo trotto, senza subire particolari pericoli.

La ripresa è identica all’avvio, con la meta del 3-0 nata nuovamente dall’intesa Marci-Fede. Ci pensa poi Moira a chiudere i conti con la meta che ci porta sul 4-0, punteggio con cui si chiuderà l’incontro.

Bagnati e infangati possiamo andare a rifugiarci sotto le tribune, in attesa dell’incontro successivo.

VRT – Toccati

Prima ho scritto che il terreno pesante ci favorisce perché la velocità non è la nostra arma migliore. Bhe, qualcuno forse non si è accorto del campo su cui stiamo giocando e ha deciso di sprigionare la massima potenza: ed è così che Fede va a segnare la prima meta contro i Toccati, partendo praticamente dai nostri 7 metri e superando in accelerazione tutti i difensori avversari. Seguono poi le mete di Gigi e Moira (2 volte) che ci fanno chiudere il primo tempo sul 4-0.

Nel secondo tempo tendiamo a gestire la partita e spingiamo decisamente meno, ma riusciamo comunque ad arrotondare il punteggio ancora con Gigi e poi con Uto.

VRT – TurtleIn

Dopo la pausa lunga ci attende la partita contro la squadra modenese, che deciderà i vincitori del girone.

Per riattivarci, sulle note della musica mandata sui campi si improvvisa una sessione di zumba che riscuote un discreto successo e ci permette quantomeno di scendere in campo se non come delle eleganti farfalle, almeno non nello stato di crisalidi immobilizzate.

La partita è più combattuta e ci sono meno spazi per le sortite solitarie. Ci vuole un po’ prima di scardinare la difesa emiliana, ma alla fine è Lollo a trovare il passaggio giusto per mettere Martina nelle condizioni di segnare.

Ancora Lollo si trova a smistare palloni importanti e regala un assist a Nicola, che ci permette di allungare. Subiamo la meta del 2-1 poco prima dell’intervallo, ma nella ripresa non ci sono cali di concentrazione che possono mettere a rischio la partita, anzi abbiamo spesso noi il pallino del gioco e la possibilità di segnare ancora. Alla fine ci portiamo sul 3-1 grazie a Moira (e al movimento senza palla di Vitto che si porta via un difensore). Partita chiusa e primo posto conquistato.

VRT – ProSabina

Ultima partita del girone, giocata su un campo sempre più pesante. Proseguiamo con il nostro gioco altalenante, ma oggi qualche giustificazione ci può stare. Apriamo le marcature con Gigi, che sembra franare al suolo anziché tuffarsi, poi altra meta di Moira, imbeccata dal solito Nico, quindi finalmente anche Tabo mette il suo nome fra i marcatori, dopodichè inizia il suo show Fede, che segna per tre volte continuando a galoppare sul capo senza accorgersi del fango melmoso che ha tutto attorno. La meta finale la segna Vitto, su suggerimento di Uto, unica meta segnata dalle ali in questo torneo, a riprova del fatto che fosse particolarmente complicato anche pensare di giocare con i passaggi lunghi. Risultato finale di 11-1 grazie anche al bonus di cui potevamo beneficiare.

Girone chiuso in testa con solo 2 mete subite. Gioco a singhiozzo, alcune volte un po’ scolastici, ma tutto sommato, considerando anche le condizioni meteo, non possiamo lamentarci troppo.

VRT – Mezzo&Mezzo

Come a Modena, ci ritroviamo in semifinale ad affrontare i Mezzi. A differenza di Modena però questa volta la partita è molto più combattuta. Il fango, che ormai la fa da padrone sul campo, rende tutto estremamente complesso: correre, fermarsi per il roll ball, passare il pallone e riceverlo: non c’è niente di scontato e bisogna fare attenzione ai singoli dettagli.

Dopo qualche situazione un po’ controversa, passiamo in vantaggio grazie a Fede, che intercetta un passaggio avversario e può correre solitario verso la meta.

Proviamo a segnare nuovamente ma qualche fischio arbitrale a nostro sfavore non ci permette di raddoppiare, fino a che poco prima dell’intervallo, subiamo il pareggio.

Iniziamo a innervosirci, perché a nostro parere le mete le avremmo fatte e alcune decisioni arbitrali non ci hanno propriamente convinto. È l’errore più grave che possiamo fare, perché così, invece che giocare alla nostra maniera, cerchiamo di forzare le situazioni. La partita diventa brutta e rischia anche di incattivirsi.

Alla fine, riusciamo a segnare con Lollo, ben servito da Martina. Dopodiché, una serie di belle difese convinte e avanzanti mettono in difficoltà i nostri avversari che non riescono più a trovare spazi per rendersi pericolosi e riusciamo a portare a casa una partita giocata male, dove ci siamo lasciati trasportare dal nervosismo.

VRT – Brianza Toucherz

E si va di nuovo in finale contro i Brianza.

Ecco, non posso non dirlo, ma se giochiamo con questo atteggiamento possiamo continuare a perdere per i prossimi 9 anni. Ci sono sempre tutte le giustificazioni del caso, la stanchezza, il freddo, il fango, il campo pesante, però come vale per noi, vale anche per loro. Non è giusto arrivare alla finale e giocare pensando di avere già perso. Invece è quello che abbiamo fatto. Magari mi sbaglio, ed è stata solo un’impressione mia e abbiamo comunque giocato al massimo delle nostre possibilità, però per me potevamo fare di più.

Loro ancora una volta si sono presentati con una squadra ridotta all’osso, composta da solo 7 giocatori. E noi come al solito ci siamo adeguati al loro ritmo. Ma se noi abbiamo la possibilità di fare i cambi, perché non proviamo a difendere un po’ più aggressivi? Perché non proviamo a spingere un po’ di più sulle risalite? Perché non tentiamo degli scarichi per far correre e stancare loro, ma invece andiamo quasi passivamente e in automatico al tocco dove ci aspettano loro? Finché saremo così rinunciatari, è difficile pensare che il risultato potrà essere diverso.

E quindi, nonostante ci siamo comportati anche abbastanza bene in difesa, in attacco siamo stati praticamente nulli. Il risultato finale è un 5-1 (meta di Fede ancora una volta) e soprattutto l’ennesima sconfitta di una serie che sta diventando lunghissima.

Vabbè, inutile stare a scriverne, i discorsi li faremo a voce nei prossimi giorni.

Altro torneo incamerato, altro secondo posto, chiuderemo ufficialmente la stagione in testa al ranking, e questo sia perché abbiamo partecipato praticamente a tutti i tornei, ma soprattutto perché siamo stati veramente costanti nei risultati: finora due vittorie, tre secondi, un terzo e un quarto posto.

Ma lo spettacolo vero è cominciato dopo la fine del torneo. Intanto, alle premiazioni, Fede riceve un meritato riconoscimento in quanto miglior marcatore di giornata (con 8 mete). Poi al terzo tempo si scatena il delirio: non ricordo una festa così esaltante, dove addirittura Uto arriva a ballare! Ma il re della pista è sicuramente Chuck e il suo maglioncino. Menzione d’onore anche per Fede (MVP assoluto della trasferta!).

La giornata termina a tarda notte (o mattino presto), mangiando brioches al freddo della notte aquilana (e sappiamo tutti cosa provoca il freddo allo stomaco…).

C’è solo il tempo per appoggiare le teste sui cuscini che Marcello suona di nuovo la sveglia e richiama all’ordine gli occupanti del pulmino BS, che prendono la via di casa molto presto.

Il pulmino VR invece se la prende con molta calma e dopo una abbondante colazione e una astuta strategia di viaggio, si permette anche il lusso di fare i turisti lungo le vie in salita di Arezzo: proprio quello che ci vuole dopo un torneo nel fango e una nottata passata a ballare.

Dopo aver scaricato Stephanie e Tabo a Bologna, anche per il secondo pulmino il viaggio si chiude, ma spero sia solo questo viaggio specifico a finire, perché di strada ne possiamo fare ancora parecchia!

Vittoria al MO-Touch 05!!

Certe volte è veramente difficile convincersi che l’allenarsi con costanza sia un requisito fondamentale per raggiungere certi risultati… Ovviamente è un’esagerazione, però i risultati parlano da soli: tra aprile e maggio, su 10 giornate di allenamento, siamo riusciti a farne solo 5, di cui solo una volta al completo. E nel mentre abbiamo giocato a Bassano (vittoria), a Sesto (secondo posto finale) e poi a Modena. E i risultati sono stati più che soddisfacenti… tutto merito dell’allenamento, no?

Ed in realtà la risposta è assolutamente sì, tutto merito dell’allenamento, perché se pur non riuscendo ad allenarci con continuità poi ai tornei le cose funzionano, è proprio grazie a tutto quel fieno che hai messo in cascina alla fine dell’estate che puoi far passare l’inverno senza grossi pensieri.

Quando tutti sanno come stare in campo, anche se giocano in ruoli non abituali, anche se hanno al fianco non il solito compagno, anche se la forma fisica è quella che è, e comunque si ottengono delle prestazioni come al torneo di Modena, allora è segno che il lavoro fatto è entrato nella testa e negli automatismi dei singoli giocatori.

Senza anticipare troppe cose, cominciamo con il dire che dopo non so più quanti anni, per la prima volta i Brianza Toucherz non vincono un torneo di campionato a cui partecipano. Già questo, da solo, renderebbe la giornata memorabile. Certo, ci sono mille motivazioni che spiegano la cosa, ma avendo vinto tornei giocando in 6, da loro ci si aspetta sempre anche l’impossibile.

Altra cosa memorabile, è il ritorno in campo di Mario, che coglie l’occasione per condividere con tutta la squadra anche un altro lieto annuncio!

E poi la grande ricomparsa sui campi, anche se in veste di organizzatori, di Fabrizio e Nicola, due touchers della primissima ora, che non hanno fatto mancare il loro contributo alla giornata organizzata dai TurtleIn, che dopo qualche anno di sosta ripropongono il loro torneo nell’ottima cornice dei campi del Modena Rugby.

Per l’occasione, torneo a 15 squadre, quindi giornata particolarmente impegnativa dal punto di vista fisico, con 46 partite giocate con il primo vero caldo di stagione.

VRT – Parabiago Touch

Esordio di giornata contro i milanesi, al secondo torneo di stagione dopo l’esordio sestese.

Come da nostra tradizione più consolidata, il riscaldamento lo facciamo in partita, quindi, definire i ritmi “bassi” è decisamente un complimento.

Ma se la corsa non è pervenuta, per lo meno ci sono delle buone iniziative dei singoli, e allora bisogna attendere poco per la prima palla gestita da Mattia che, con un agile cambio di direzione, apre voragini per lanciare Moira in meta. Poi ci pensa Uto a servire palloni invitanti a Stephanie e Mattia, prima della meta segnata da Martina, che si invola lungo la linea laterale fino in meta, dopo aver eluso la non proprio perfetta difesa dell’ala avversaria.

A parte il risultato, si può considerare quantomeno sufficiente l’approccio difensivo della squadra, che non ha mai concesso opzioni facili agli avversari.

Certo, bisogna mettere un po’ di gamba perché la partita sembrava proprio giocata alla moviola, ma tutto sommato, per adesso può bastare.

In ogni modo, questa partita è da incastonare nella storia della squadra per la quattrocentesima presenza di Claudia in maglia Verona Touch (e anche oggi non si vedono cambi all’orizzonte…)!

VRT – ProSabina

Altra partita contro una squadra creatasi da poco. Beneficiamo del bonus per le donne, quindi la partita comincia direttamente in rampa di lancio.

Al primo affondo, Lollo distribuisce un comodo assist a Gigi che deve solo appoggiare la palla a terra. Poi è Mario che si infila nel canale giusto e si involta direttamente in meta partendo dalla sua trequarti. Seguono, nell’ordine, le mete di Moira (2), Martina, Roby, Lollo e Stephanie, per un risultato finale che dice 8 mete per noi e nessuna per i nostri avversari.

Buona partita soprattutto per provare i nostri movimenti di attacco, fatti bene anche se in maniera ancora scolastica.

VRT – TurtleIn

Partita fondamentale per il nostro percorso di giornata. I TurtleIn padroni di casa schierano la squadra al gran completo e arrivano al torneo convinti dei propri mezzi, sapendo di poter ben figurare, mentre noi dobbiamo ancora attivarci pienamente, dopo le prime due partite disputate a ritmi soporiferi.

Scendiamo in campo coscienti di questo e dopo qualche cambio di possesso, riusciamo a portarci in vantaggio con Lollo che può tuffarsi in meta, ben assistito da Roby. Un paio di difese convincenti fanno capire ai nostri avversari che dovranno sudarsi la partita, poi è Moira che riesce a raddoppiare, dopo che Mattia riesce a eludere la difesa del suo diretto marcatore.

I padroni di casa non ci stanno a lasciarci vita facile e riescono a trovare un buon canale di corsa che scardina la nostra difesa e riaprono la partita.

Senza troppi patemi, comunque, ci rimettiamo a organizzare il nostro gioco e alla fine riusciamo a segnare con Stephanie, bravissima a ricevere un bel passaggio lungo di Lollo.

Continuiamo a creare potenziali occasioni, anche se a volte siamo troppo leziosi e invece di provare a segnare, cerchiamo sempre il passaggio per il compagno, facendo cadere parecchi palloni senza portare a casa nulla e lasciando il risultato ancora in bilico. E così i nostri avversari riescono a segnare la seconda meta, che riapre completamente la partita.

Invece che buttarci disordinatamente all’arrembaggio finale, questa volta cerchiamo di gestire il pallone e il tempo, e infatti riusciamo ad arrivare alla sirena finale senza correre grossi rischi, incamerando un’altra vittoria, in una partita un po’ più combattuta rispetto le precedenti.

VRT – Dolcè

Ultima partita del girone, a qualificazione già conquistata, è il derby contro i ragazzi di Dolcè.

Anche in questo incontro beneficiamo del bonus, quindi cominciamo con una certa serenità per il risultato finale.

In realtà al primo affondo siamo immediatamente efficaci e passiamo in vantaggio con la meta di Roby. Dopo il possesso dei nostri avversari, risaliamo il campo, e replichiamo l’azione precedente, andando di nuovo in meta con Roby ben servito da Lollo.

In difesa non sbagliamo nulla, riconquistiamo la palla e una volta arrivati in zona rossa avversaria, questa volta a marcare è Gigi, che riceve palla ancora una volta da un incontenibile Lorenzo.

Uno dei pochissimi errori di giornata in difesa porta alla meta dei nostri avversari, ma la nostra reazione non lascia spazio a idee di rimonta: ci ributtiamo in avanti e segniamo con Mattia ben supportato da Uto, prima della meta finale segnata da Martina che riceve un comodo passaggio di Lollo, ben posizionatosi dopo che Gigi aveva assorbito i difensori con la sua corsa ad allargare il campo.

Il 7-1 finale ci consente di chiudere il girone con 24 mete segnate e solo 3 mete subite: veramente niente male.

Il primo posto nel girone ci permette di saltare un turno di gioco e accedere direttamente alla semifinale.

Abbiamo un bel po’ di pausa, dove possiamo rilassarci all’ombra del gazebo, gongolando per le doti affaristiche di Leo e Anna che improvvisano una session di tatuaggi, appiccicando minipony e unicorni colorati sulla pelle degli altri giocatori.

Prima della nostra semifinale abbiamo anche modo di fare un po’ di riscaldamento per riattivare le gambe e soprattutto la testa. Nel frattempo, si sono aggiunti anche Marcello e Nicola, quindi siamo a ranghi completi per le due partite decisive.

VRT – Mezzi&Mezzi

I nostri avversari in semifinale sono i bassanesi, che hanno disputato un eccellente girone, riuscendo a strappare un pareggio contro i Brianza Toucherz e chiudendo al primo posto la loro poule. Hanno però giocato una partita in più, il play-off di accesso alla semifinale e hanno quindi 20 minuti di corsa in più nelle gambe.

La partita ci vede iniziare all’attacco e sul primo affondo siamo subito micidiali: tocco sui sette metri, difensori che perdono i riferimenti del campo e Lollo può fare comodo passaggio a Gigi che si trova libero sulla linea di meta, pronto a marcare l’1-0.

A questo punto inizia lo show di Mattia, che ogni volta che ha palla in attacco, crea pericoli. Deve solo trovare i passaggi decisivi giusti, e così raddoppiamo con Stephanie, poi ci portiamo sul 3-0 grazie a Moira e infine serve sulla corsa anche Marcello, che può festeggiare il ritorno al touch giocato con una marcatura.

Il primo tempo si chiude così, con i nostri avversari che sono sembrati un po’ rinunciatari, quasi soddisfatti di quello che avevano già fatto e ottenuto.

Riprende la partita e mettiamo in mostra una convincente organizzazione difensiva, dove nonostante un’esclusione per tre falli, riusciamo a contenere efficacemente gli attacchi avversari, senza subire nessuna meta. Ribaltamento di fronte, ed ecco che Marcello può mettere in mostra il pezzo forte della casa: la dispensazione di assist! E così Moira può portarci sul 5-0.

Uto comincia a fare qualche cambio di coppie di giocatori e perdiamo un po’ di automatismi. In più iniziamo ad essere affaticati anche noi, e così subiamo la meta del 5-1 a causa di un fuorigioco.

Se in difesa cominciamo ad arrancare, in attacco continuiamo ad essere estremamente efficaci, e così Nicola si trova con un facile pallone da consegnare a Claudia per la sesta meta.

C’è ancora tempo per qualche attacco degli avversari, che riescono a segnare la meta del conclusivo 6-2 poco prima della sirena finale.

Nel complesso una prestazione convincente, anche se i Mezzi hanno giocato a ritmi estremamente più bassi del loro solito, e questo sicuramente ci ha avvantaggiato (anche se potrebbero aver giocato così perché magari li abbiamo messi in difficoltà non concedendogli spazi dove attaccare…).

VRT – Scambio di Lingue

Ed eccoci di nuovo ad affrontare i padovani! Quest’anno è successo parecchie volte e il bilancio è in equilibrio: abbiamo perso a Padova e Napoli, abbiamo vinto a Varese e Bassano. Questa volta però è in palio la vittoria del torneo.

Intanto cominciamo col dire che se sono arrivati in finale, qualcosa di grosso è successo: hanno battuto i Brianza! Una delle rarissime occasioni in cui i campionissimi in verde non raggiungono la finale. Quindi grande merito ai ragazzi degli Scambio, che hanno già compiuto una mezza impresa. Ci siamo solo di noi a separarli da un torneo trionfale.

Poi, guardando la rosa a disposizione, non posso non usare l’immagine che ha mandato Mattia (e per cui ho riso tantissimo), presa dal capolavoro di Ben Stiller “Palle al Balzo”.

Cit: Come mi immagino ogni volta noi vs gli Scambio

A parte qualche individualità, noi siamo veramente degli “Average Joe”, anche di una certa età (solo per le statistiche, l’età media nostra al torneo è di 34 anni), mentre loro sono sicuramente più giovani e atletici di gran parte di noi.

E infatti quello che dobbiamo evitare è proprio l’andare a sfidarli sull’uno contro uno, dove saremmo in chiaro svantaggio, ma dobbiamo invece sfruttare l’unica arma in nostro possesso: il gioco di squadra. Se ognuno di noi si convince di essere fondamentale per il gruppo, si fida del compagno, sa che il suo compagno conta su di lui, allora si possono superare anche le sfide più impegnative e ribaltare i pronostici.

Poi tante volte non sarà sufficiente per vincere, ma terminare una partita sapendo di aver dato il massimo per i tuoi amici, che hanno fatto lo stesso per te, bhe, forse in qualche modo può darti grandi soddisfazioni lo stesso.

La finale è giocata veramente bene da entrambe le squadre. Il ritmo di gioco non è folle, ma c’è una grande intensità da entrambe le parti. Loro sono effettivamente molto più rapidi di noi, ma mantenendo la difesa stretta, con i giusti supporti, non concediamo mete semplici e devono sempre inventarsi qualcosa di diverso per rendersi pericolosi. Sono i primi a passare in vantaggio, ma sulla ripartenza bella combinazione a due Lollo-Gigi e pareggio immediato. Conteniamo il loro attacco, andiamo ai cambi e il sestetto entrante non riesce a marcare. Subiamo il 2-1, ma di nuovo, una volta che la palla arriva in zona pericolosa, sono le mani di Lollo a trovare il passaggio giusto all’ala, con Stephanie che può segnare comodamente.

Avanzamento padovano, mediano che buca in area di meta, un po’ troppa confusione e palla che arriva ad un attaccante lasciato colpevolmente solo in uno dei pochissimi veri errori difensivi della partita. La meta subita non scalfisce la nostra motivazione e il pareggio è immediato e spettacolare, con Lollo, ancora una volta fondamentale, che fa un passaggio di oltre 25 metri verso l’ala, per un’accorrente Stephanie che riceve e in tuffo riesce a schiacciare un attimo prima che l’ala difensiva riesca a chiudere. Situazione da spellarsi le mani dagli applausi, sia per gli attaccanti che per i difensori, perché veramente è stato fatto tutto benissimo da tutti!

Un bellissimo primo tempo si chiude sul 3-3, e come è giusto che sia lascia aperte le porte a qualsiasi risultato.

Riprende la partita e stavolta siamo i primi a segnare: buona palla giocata sui 7 metri da Marcello, che manda Mattia al tocco, gli riconsegna palla, Mattia attacca la linea e un attimo prima di essere chiuso dal difensore, scarica su Moira, che ha una bella corsa di tagli che attrae quel tanto che basta l’ala avversaria per creare lo spazio a Stephanie, che a quel punto deve solo ricevere il passaggio finale per la meta. Il pareggio è frutto di un po’ di sfortuna quando il nostro difensore inciampa e finisce a terra, lasciando uno spazio troppo invitante per i nostri avversari per non sfruttarlo. Ci ributtiamo in avanti e creiamo un’altra ottima situazione che potrebbe concretizzarsi in una meta ma il pallone sfugge dalle nostre mani proprio sull’ultimo passaggio. Buona difesa che ci fa riguadagnare possesso e sulla risalita beneficiamo di 6 tocchi aggiuntivi che ci permettono di piazzarci nella loro metà campo. Lollo finta giocata veloce con Gigi, ma poi attacca dall’altro lato cogliendo la difesa in controtempo, e ha così modo di servire palla a Uto che può mettere il suo nome fra i marcatori della finale.

Sembriamo riuscire a difendere il vantaggio, ma poi anche loro inventano un bel passaggio che ci mette fuori causa e siamo di nuovo in parità.

Ci ributtiamo in avanti, senza nemmeno sapere quanto manchi, ma con l’unica idea di evitare ad ogni costo un drop off. Portiamo palla in su, niente di fatto, conteniamo il loro attacco, riguadagniamo il possesso, e ci portiamo verso l’out di sinistra. Il pallone torna in mezzo, tocco, ancora grande finta di Lorenzo, che sembra voler attaccare da solo, ma dopo aver assorbito centro e link, scarica per Uto che può segnare in tuffo!

A questo punto manca veramente poco alla fine, e con una bella difesa a ranghi serrati li obblighiamo a un passaggio forzato che finisce a terra mentre il suono della sirena sancisce il termine dell’incontro.

Bellissima partita giocata alla pari dalle due squadre, che poteva concludersi con ogni risultato! E finalmente si è visto anche un discreto livello di gioco e una buona intensità per tutto l’incontro, cosa che spesso manca alle partite giocate in Italia.

Tra di noi, prestazione mostruosa di Lollo, che da infallibile finalizzatore si sta sempre di più trasformando in regista della squadra. Dispensa assist per tutta la giornata (5 solo in finale), è il primo a farsi sentire in campo facendo sempre sapere ai compagni dove si trova, cosa vuole fare ed è sempre pronto a supportare e dare una mano in copertura. Nonostante la forma fisica non sia al top, fa tutto quello che deve non mollando di un centimetro e non lasciando mai la squadra senza il suo prezioso contributo. Anche Roby gioca un gran torneo, riuscendo quasi sempre a evitare le sue galoppate a tagliare il campo, ma correndo invece negli spazi giusti, con il tempismo necessario a diventare pericoloso. In difesa poi praticamente perfetto: saranno anche le dimensioni che incutono timore, ma dalla sua parte non passa nessuno.

Ottima anche la partita di Mattia, a cui per una volta non è stato richiesto il doppio ruolo di assist man e marcatore e ha potuto giocare con meno peso sulle spalle.

Per le donne, non so cos’altro aggiungere a quello che dico e scrivo da mesi: Claudia e Stephanie che hanno giocato le 6 partite senza mai un cambio e non hanno mai mancato l’appuntamento con una ricezione di passaggio, una chiusura o un sostegno sui drive; Moira solita macchina da touch, inarrestabile quando decide che vuole segnare: per fermarla devi solo sperare che non si accorga di essere in area di meta. E quando non segna, di sicuro si inventa l’assist decisivo per il compagno; Martina che si ritrova a giocare link solo da un paio di mesi, con pochissimi allenamenti, e sembra occupare quella posizione da sempre. In attacco puntuale sia a supporto che per marcare mete, in difesa altro pilastro del muro difensivo, bravissima a seguire il centro negli scivolamenti laterali.

Per la squadra questo risultato significa quasi primo posto matematico nel ranking (alcuni premi Nobel che hanno partecipato alla definizione del calcolo dei punteggi hanno concordato nel dire che dobbiamo fare circa 65 punti in due tornei), ma spero soprattutto che significhi qualcosa per le teste di noi giocatori: c’è una regola che cerco sempre di applicare (anche perché quando non lo faccio è sempre un problema) che dice che non bisogna mai farsi illusioni, però non bisogna mai smettere di credere che quello che facciamo possa portare a qualcosa. Ecco, siamo a quel punto in cui non dobbiamo illuderci, ma dobbiamo renderci conto che si può provare a pensare in grande. Poi le cose andranno sempre come devono andare, non possiamo decidere noi, ma quello che possiamo fare è metterci nelle condizioni ideali per fare del nostro meglio.

E adesso testa a L’Aquila!

Notevole il fatto che Roby sia l’unico a guardare la fotocamera, Dario ammiri l’orizzonte e gli altri stiano fissando un non meglio precisato punto dello spazio dove evidentemente accadevano cose…

Ancora soddisfazioni al Toccasana!

Dopo un mese di marzo estremamente impegnativo dal punto di vista del gioco, con la partecipazione ai tornei di Varese, Napoli e Bassano e non fermandosi mai con gli allenamenti, il mese di aprile comincia con molta più calma. Complici le festività di Pasqua, la frequenza degli allenamenti è notevolmente ridotta e approcciamo la trasferta di Sesto San Giovanni (per l’undicesima edizione del Trofeo Toccasana, a cui in un modo o nell’altro, credo di essere sempre stato presente!) praticamente senza esserci allenati nei precedenti 7 giorni.

Considerando che la situazione infortuni non è ancora risolta, e che ci troviamo ad iniziare il torneo in 8, ci sono tutte le premesse per organizzare un’armata Brancaleone e lanciarsi all’avventura.

E così si parte alla volta di Sesto San Giovanni senza troppe aspettative ma con lo scopo primario di andare a giocare per divertirsi. E siccome la data del torneo è anche il giorno del compleanno di Anna, la nostra più giovane e inconsapevole supporter, spuntano mascherine con la sua faccia sorridente ovunque.

Arrivati al campo e salutate le solite facce note, ci caliamo nella parte di squadra organizzata e motivata e abbozziamo anche una specie di riscaldamento. Non più di due minuti… non sia mai che si entri in campo già caldi e pronti a giocare!

VRT – Dragoni

Prima partita di giornata e in attesa dell’arrivo di Moira e Nicola, si comincia a giocare gravati del malus per il numero di donne.

Fortunatamente anche i nostri avversari schierano solo due ragazze e quindi si parte in parità.

Inizio lento, come al solito, e movimenti macchinosi, a partire dalla risalita del campo con le frecce. In più c’è anche qualche pallone perso di troppo rispetto ai nostri standard, e l’esito è che il primo tempo si chiude sul 2-0 per noi, con mete di Mattia e Claudia.

Dopo due parole per aggiustare le cose che non vanno, si rientra in campo con un po’ più di grinta. Due mete segnate da Roby e Gigi ad inizio ripresa scavano il solco definitivo, prima della meta finale di Fede, che fissa il risultato sul 5-0 sul campo.

Come sempre, esordio non brillante ma concreto e risultato portato a casa. Tradizione rispettata.

VRT – Bersaglieri Sanniti

La seconda partita del girone ci vede affrontare la squadra campana, che per l’occasione può schierare fra le proprie fila quattro giocatori francesi.

C’è molto più agonismo in questa partita, con tocchi più convinti e maggiore aggressività sul campo.

Subiamo la meta da parte dei nostri avversari, ma dopo l’iniziale spaesamento riprendiamo in mano le redini del gioco e cominciamo a imporre la nostra maggiore esperienza. Segniamo due volte con Vittoria, piazzata perfettamente all’ala per ricevere il passaggio dei compagni, e poi andiamo sul 3-1 con Mattia. Dopo la pausa, ancora Mattia rimette la sua firma sulla partita, prima della meta di Gigi in tuffo. La meta dei Bersaglieri sul finale sigilla il risultato sul 5-2, punteggio che poi sarà corretto dalle due mete di malus per entrambe le squadre.

Partita più tesa ma gestita bene da tutti i giocatori, abili a non innervosirsi sul terreno di gioco, ma concentrati nel continuare a fare quello che sappiamo.

Dopo l’interruzione per il pranzo, in cui possiamo anche riabbracciare Damiano, rientrato in Italia per una breve pausa dal sogno americano, ci attendono altre due partite.

Fortunatamente arrivano forze fresche, con Moira, finalmente libera dai colloqui scolastici, e Nicola, che per questa settimana ha finalmente finito di saldare e battere il ferro, e può dedicarsi al molto più rilassante e riposante “giuoco del Touch”.

VRT – Black Devils

Affrontare i varesini dopo la pausa non è il massimo: hanno alcuni elementi molto rapidi che non sono troppo compatibili con la nostra situazione da post pranzo e pausa. Fortunatamente in questa partita beneficiamo del bonus donne, quindi partiamo con una leggera sicurezza, di cui non dobbiamo abusare.

L’inizio non è dei migliori, perché subiamo la prima meta varesina, ma il duo appena arrivato Nico-Moira confeziona subito la meta del pareggio.

Altra avanzata dei diavoli neri e altra meta avversaria, a cui rispondiamo nuovamente con una meta di Moira. Si giunge ad una fase di equilibrio, prima della terza segnatura avversaria poco prima della sirena, che chiude il primo tempo con il nostro vantaggio solo grazie al bonus.

Riprende la partita e Moira prosegue nella sua sfida personale all’avversario, mandando in meta prima Mattia e poi servendo un’ottima palla a Vittoria, a conclusione di una grande giocata alla mano. Per completare l’opera, segna anche la quinta meta, mettendo lo zampino in tutte le marcature della partita.

La partita poi finisce con un’altra meta varesina, che fissa il risultato sul 5-4, trasformato in 7-4 grazie al bonus.

Finalmente una bella partita, dove abbiamo dovuto rincorrere ma non abbiamo perso la testa e abbiamo sopperito alla nostra peggiore fisicità con un po’ di tattica in più.

VRT – TraTouch

Ultima partita del girone contro l’altra squadra varesotta. In questo caso però la differenza di esperienza fa tutta la differenza del mondo, e la partita si mette subito in discesa per noi. Nel primo tempo le mete sono segnate da Roby, Claudia, Nicola e Moira. Il secondo tempo è la fotocopia della prima frazione e continuiamo a macinare bel gioco con un ritmo discreto, che ci permette di segnare ancora parecchie volte, grazie a Claudia, Moira, Federico, Nicola e Uto.

Il risultato finale dice 9-2 e chiudiamo il girone al comando, con la testa già rivolta alla semifinale.

VRT – Treviso Knights

La semifinale ci vede affrontare Treviso, bravi a qualificarsi nonostante la situazione complicata in cui si trova, con la squadra decimata.

Partiamo molto concentrati e aggressivi, con in testa un’idea chiara di gioco, e il risultato si sblocca rapidamente: Moira impegna la difesa e crea lo spazio per Roby che può spezzare l’equilibrio. Ancora Roby raddoppia ricevendo un ottimo assist di Uto. Il 3-0 arriva grazie a Fede, abile a sfruttare una ripartenza che lo vede bruciare in velocità una giocatrice avversaria. Prima dell’intervallo subiamo la meta del 3-1, ma siamo troppo concentrati per lasciarci distrarre da questo e la ripresa prosegue sulla stessa onda della prima frazione: Nicola, Fede, Roby e Mattia vanno a segno, contro un Treviso che ad un certo punto tira i remi in barca e non vede l’ora che la partita termini.

Il risultato finale è un 7-2, miglior risultato di sempre contro i Cavalieri trevigiani, e accesso alla finale conquistato.

VRT – Brianza ToucherZ

E come al solito (a maggior ragione nel torneo di casa) in finale troviamo i campionissimi Brianza ToucherZ, che per l’occasione possono schierare una rosa di 14 giocatori, cosa rara nell’ultimo periodo (a Varese erano in 6).

È vero che siamo venuti al torneo senza particolari ambizioni e obiettivi, però quando arrivi in finale, a quel punto devi provare a vincere. E quindi la partita la giochiamo con un atteggiamento più aggressivo rispetto a tutto il resto del torneo, dove abbiamo giocato discretamente bene, ma siamo rimasti sempre molto rilassati.

Resistiamo con delle eccellenti difese ai primi attacchi brianzoli, ci portiamo in avanti ma non riusciamo a concretizzare, conteniamo un’altra sfuriata dei nostri avversari, ma alla terza carica subiamo la prima meta.

In attacco ogni tanto ci intestardiamo a giocare sullo stesso lato, anziché provare ad allargare il campo, e così facilitiamo il lavoro ai difensori; la nostra difesa regge meglio che in altre occasioni, ma subiamo comunque la seconda meta poco prima della pausa.

Primo tempo giocato alla pari, dobbiamo migliorare un po’ sulla pericolosità offensiva, ma siamo ancora ampiamente in partita.

Il secondo tempo inizia benissimo, con una bella meta di Roby, ottimamente servito da Mattia. La segnatura ci dà un enorme entusiasmo e aumentiamo il nostro ritmo di gioco. Difendiamo magnificamente, e sulla risalita proviamo a renderci pericolosi con un bel movimento, ben difeso dai brianzoli. Subiamo il quinto tocco, ma anziché chiudere il possesso in maniera innocua, Moira si inventa una corsa di taglio fintando un incrocio che manda in confusione tutta la difesa e ci permette di pareggiare!

A questo punto i nostri avversari si ricompattano e cominciano ad aumentare l’intensità di gioco. Riescono a segnare la terza meta, ma quando il pallone torna in nostro possesso, abbiamo la capacità di riportarci in zona pericolosa e segnare con Claudia dopo ottimo passaggio di Mattia, che è bravo ad impostare una seconda fase micidiale.

Qualche errore di gestione del pallone ci riconsegna il possesso immediatamente e per poco non passiamo anche in vantaggio. Purtroppo, la regola non scritta della “meta sbagliata – meta subita” esiste anche nel touch, e così sul conseguente attacco il punteggio va sul 4-3 Brianza.

Proviamo a reagire, ma stavolta la difesa in maglia verde ha la meglio e sull’azione successiva sono bravissimi a trovare lo spazio sufficiente per segnare in tuffo e fissare il risultato sul 5-3, che chiude la partita.

Finalmente una partita giocata alla pari contro i brianzoli, forse più confusionari del solito (complici anche i nuovi giocatori che hanno potuto schierare in questo evento).

Noi invece ci portiamo a casa la consapevolezza di essere un gruppo estremamente equilibrato, in cui ognuno sa qual è il suo ruolo in ogni zona del campo. Bisognerebbe solamente riuscire ad approcciare tutte le partite con la stessa concentrazione che mettiamo nelle finali, per evitare certi passaggi a vuoto che sono spesso irritanti.

Ancora una volta, dobbiamo mettere al top delle performance di giornata quanto fatto dalle nostre donne, che si sono trovate per l’ennesima volta a giocare tutto il torneo senza mai un cambio: Claudia (399 caps e due bambini per lei) e Vittoria sono state pressoché perfette nei loro ruoli, sia in attacco che soprattutto in difesa. Da segnalare poi la prestazione maiuscola di Moira (che probabilmente aveva bisogno di sfogarsi dopo i colloqui con i genitori??), che in alcuni momenti ha gestito l’attacco praticamente da sola, creando azioni pericolose da situazioni di partenza totalmente innocue, e la cui prestazione è valsa anche il titolo di miglior giocatrice del torneo.

Tra gli uomini, ottime prove di Nicola e Mattia, perfettamente a loro agio nel mezzo, a gestire palloni e guidare la squadra. Molto bene anche Roby e Fede, che riescono a bloccare il loro istinto di cavalli al galoppo e mettono a disposizione della squadra le gambe e il fiato per quando effettivamente necessario.

Adesso qualche settimana di libertà, prima degli ultimi appuntamenti di preparazione alle finali. I tempi sono maturi!

Vittoria a Bassano! Ed è il 1° Aprile!

Facciamo subito un disclaimer: non è un pesce d’Aprile!

In effetti è il primo pensiero che si può avere, perché vincere il torneo il 1° di Aprile fa sorgere qualche dubbio.

Ebbene, siamo finalmente tornati a vincere un torneo di campionato! Ad un anno dal torneo de L’Aquila, riusciamo nuovamente ad issarci sulla cima del podio di giornata e a far fruttare al massimo tutti gli sforzi, il tempo e le energie che ognuno di noi mette per questa squadra e in questo gioco.

Ma partiamo con un breve recap, per inquadrare meglio la situazione: fra i potenti sistemi gestionali della squadra, c’è l’ottimo Xoyondo che permette a tutti i giocatori di indicare le disponibilità ai vari eventi della stagione. A inizio marzo, in tempi non sospetti, dopo un rapido controllo, vedo che ci sono ben 15 persone disponibili per il torneo. E’ fatta ci iscriviamo! Da quel momento la classica nuvoletta fantozziana decide di stazionare sulle nostre capocce, e così cominciamo con gli infortuni a lungo termine di Franco e Manu, per poi proseguire con le assenze all’ultimo di Chuck, Fede e Stephanie. In conclusione, ci ritroviamo al torneo con 10 giocatori, di cui 3 donne, e Nicola che riuscirà ad arrivare solo per le partite del pomeriggio… situazione non troppo differente da quanto vissuto a Napoli, ma lì eravamo coscienti in anticipo della cosa. Questa volta (chiedere per conferma a Piero dei Mezzi) le modifiche alla formazione causa assenze erano in continua evoluzione fino al venerdì pre-torneo!

Ma tant’è, sabato mattina si parte alla volta di Bassano, con la speranza che la nuvoletta fantozziana rimanesse solo metaforica e non si concretizzasse negli scrosci di pioggia previsti dagli infallibili meteorologi norvegesi.

Dopo quattro chiacchiere, un paio di caffè e un finto riscaldamento, eccoci pronti a dare il via al torneo.

VRT – Torelli Sudati

Partita iniziale che ci vede affrontare i Torelli Sudati, nuovissima squadra di Italia Touch, che dopo un inverno in cui ha giocato tantissimo in giro per tornei promozionali, fa finalmente il suo esordio in una tappa di campionato.

Noi mettiamo subito in chiaro che il riscaldamento non è stato efficace, perché i primi minuti sembriamo appena scesi dal letto. In particolare, la coppia di centri Gigi-Lando mette in mostra il peggio del repertorio touchistico, con movimenti goffi (indovinate di chi) e poca esplosività. Il primo tempo si chiude sul 3-0 grazie alle due mete di Mattia e Claudia. L’intervallo ci permette di resettare le teste e rientriamo in campo un pochino più convinti. Riusciamo a segnare con Dario, che si invola sulla fascia, poi ancora Mattia e infine anche Lollo può mettere la sua firma sul tabellino. Un 6-0 finale che però ci lascia abbastanza insoddisfatti, perché sul campo ha dominato il disordine.

VRT – Linci Touch

Perlomeno in questa seconda partita sembra che entriamo in campo pensando che dobbiamo giocare. Perciò, anche se il ritmo si mantiene su livelli molto bassi, l’esecuzione è un po’ migliore e riusciamo ad indirizzare l’incontro subito a nostro favore. Il primo tempo si chiude a nostro vantaggio sul 3-0, grazie alle mete di Claudia, Lando e Mattia, ma soprattutto senza grossi rischi in difesa. Rientriamo dopo la pausa e la partita pare procedere sullo stesso binario, con Roby che segna il 4-0. Ci portiamo sul 5-0 con un’altra meta di Lando e da qui riusciamo anche a beneficiare di un sovrannumero temporaneo, potendo giocare 6 vs 5 a causa di un’espulsione temporanea. Non concretizziamo questo vantaggio, ma anzi una volta tornati in parità numerica, le Linci riescono a segnare la meta del 5-1, che chiude l’incontro. Prestazione migliore, ma non ancora soddisfacente.

VRT – TurtleIn

Terza partita del girone, ed eccoci alla riproposizione della finale terzo posto di Napoli. Chi vince, sarà primo e questo può voler dire saltare una partita nella seconda fase… mica male come incentivo quando si è in pochi!

Si entra in campo con una determinazione diversa, le gambe si sono finalmente sbloccate e anche le teste cominciano a funzionare meglio. Si sfruttano i movimenti provati e riprovati in allenamento e quando le cose non funzionano, un po’ di improvvisazione non guasta mai. La partita viene subito indirizzata a nostro vantaggio grazie alle mete iniziali di Lando e Gigi, poi Mattia segna due volte, prima di uno dei pochissimi errori difensivi che commettiamo in questa giornata. 4-1 e pausa per fare il punto della situazione. Dobbiamo provare a segnare qualche altra meta per garantirci l’accesso diretto alla semifinale, e quindi rientriamo in campo con la stessa carica del primo tempo. La difesa è attenta e a tratti anche aggressiva, l’attacco a volte si inceppa sull’ultimo passaggio, ma le situazioni pericolose si creano in continuazione. Segniamo altre 4 volte, ancora con Lando, poi Diletta, Uto e Martina, subendo solo una meta, per concludere sull’8-2 che ci garantisce la prima posizione nel girone. Complimenti ai TurtleIn, capaci di schierare una formazione con 4 donne sempre in campo! Il lavoro di ricostruzione della squadra sembra andare bene.

Noi vinciamo il nostro girone, siamo una delle migliori prime, quindi andiamo diretti in semifinale e possiamo saltare una partita: obbiettivo raggiunto!

VRT – Scambio di lingue

Dopo una lunghissima pausa in cui possiamo mangiare, riposarci e rilassarci, arriviamo al momento della semifinale. È il terzo torneo del 2023, e per la terza volta ci giochiamo l’accesso alla finale affrontando gli Scambio! Sta diventando un classico del campionato.

Non è che abbiamo molte cose da raccontarci prima di questa partita. Sappiamo bene quali sono i loro punti di forza e a cosa dobbiamo stare più attenti. Dobbiamo essere bravi a mettergli pressione e non subire la loro aggressività difensiva, e per farlo ci vuole la gamba ma soprattutto l’intelligenza di capire quando fare cosa.

Dopo una prima fase di studio, dove gli attacchi sono abbastanza elementari da entrambe le parti, ma servono per prendere le misure agli avversari, finalmente Mattia riesce a sfruttare un rientro lento del difensore e apre le marcature. Delle ottime difese ci permettono di recuperare possessi senza soffrire troppo, finchè riusciamo a raddoppiare con una meta in tuffo da parte di Uto: era da prima del Covid che il coach/capitano/metaman/fasotutomi non si esibiva in un tuffo, ed ora chissà per quanti mesi dovremo sorbirci il ricordo del gesto…però siamo sul 2-0, quindi è tutto accettabile.

Andiamo al riposo su questo punteggio. Lo sappiamo che non è sufficiente e che loro rientreranno con ancora maggiore carica. Dobbiamo continuare a fare il lavoro del primo tempo e il risultato può arrivare.

L’inizio di secondo tempo degli Scambio è arrembante, La nostra difesa diventa un po’ meno aggressiva e più attendista, perché è inutile andare a sfidarli sulla velocità. Conteniamo un paio di attacchi, siamo fortunati su qualche passaggio lungo che non gli riesce come sperato, ma alla fine subiamo la meta del 2-1, grazie ad un loro movimento perfettamente eseguito.

La meta non ci preoccupa più di tanto, perché se è vero che loro hanno alzato il ritmo, è anche vero che noi non ci siamo scomposti più di tanto, e palla in mano sappiamo cosa fare. Un paio di percussioni non portano frutti, ma ad un certo punto una bella risalita di Lando permette di andare al tocco prendendo in controtempo tutta la difesa, palla alzata da terra rapidamente, di nuovo affidata alle mani di Lollo, che punta il piede, va a sinistra e serve Diletta, prontissima a ricevere un comodissimo pallone per la meta del 3-1. A noi la meta dà entusiasmo, a loro forse un po’ li sconforta, perché perdono un po’ di efficacia nelle loro azioni e non riescono più a rendersi veramente pericolosi.

Il risultato non cambia e accediamo alla finale! Che partita, giocata sicuramente con una testa diversa rispetto alle fasi iniziali del torneo, con tanto sacrificio e un ottimo gioco di squadra.

VRT – Orange

Ancora una finale, ancora una sfida contro gli Orange. A Napoli, nel girone ci hanno beffato con una gran rimonta; questa volta la posta in palio è la vittoria del torneo: Mi sembra una buona occasione per prenderci una rivincita.

Rispetto la semifinale, la partita è giocata su tutto un altro ritmo, con la prima parte dove sembra stiamo partecipando ad un allenamento, talmente il ritmo è basso. D’altronde, quando conosci così bene i tuoi avversari, sai perfettamente cosa attenderti. Solo sul finale del primo tempo cominciamo a spingere un po’ di più, e riusciamo a concretizzare. Mattia ci porta in vantaggio, poi è bravo a servire una palla lunga a Claudia. 2-0 e si va al riposo. Poche parole, che il fiato serve a correre, e si ricomincia per gli ultimi 10 minuti.

Gli Orange ovviamente non ci stanno a lasciarci vita facile e cominciano ad alzare il ritmo, ma Martina e Claudia non sbagliano nulla e coprono tutti gli spazi dove potrebbero correre i nostri avversari.

In attacco non forziamo le situazioni, ma quando c’è la possibilità siamo bravissimi a concretizzare, e quindi riusciamo a segnare la meta del 3-0 con un tuffo di Gigi (potrei aggiungere che stavo cercando di emulare Uto, ma la grazia e l’eleganza erano significativamente diverse, quindi sto zitto e mi risparmio commenti).

Subiamo la meta del 3-1, per una incomprensione fra centro e link, ma assorbiamo il fatto con la stessa naturalezza con cui poi ho mangiato tutta la carne avanzata dai compagni al terzo tempo: un atto dovuto.

Ci riportiamo avanti, e segniamo di nuovo con Lando, sugli sviluppi di una seconda fase efficace ma non totalmente approvata dal coach che riesce a trovare difetti anche in un’azione che ci porta alla marcatura. Ma vabbè, gli vogliamo bene anche per questo.

Il risultato poi è fissato sul 4-2 con la meta finale degli Orange, quando ormai manca pochissimo alla sirena.

Fischio finale e finalmente si può esultare, per una vittoria arrivata dopo una mattinata discreta e una seconda fase giocata in maniera estremamente valida. Alla fine, chiudiamo con 5 vittorie su 5 partite, 26 mete fatte e solo 6 subite, segno che il lavoro della difesa sta cominciando a dare i suoi frutti. Siamo saldamente al secondo posto nel ranking italiano, anche se ci sono ancora troppi tornei per stare tranquilli. Ma un passo alla volta e l’obbiettivo lo raggiungiamo!

Un’ultima cosa va detta: il torneo lo abbiamo vinto come squadra ovviamente, e quindi il risultato è anche merito di chi non è potuto esserci ma partecipa sempre agli allenamenti o chi ci supporta da lontano, o chi non può giocare anche se non vede l’ora di ributtarsi in mezzo al campo, ma nella pratica, questo risultato non sarebbe stato possibile senza l’enorme sacrificio e disponibilità di Claudia, Diletta e Martina, che hanno giocato mostruosamente bene tutte le partite, anche in ruoli non soliti per loro, senza mai un secondo di riposo, senza mai lamentarsi, segnando mete decisive, passando palloni fondamentali, difendendo in maniera impeccabile contro giocatori magari anche atleticamente molto più forti, che potevano pensare di avere vita facile e invece sono andati a sbattere contro dei muri invalicabili! Dicevano i greci (credo) “Quando in difficoltà, confida negli dei e nel tuo valore”… sugli dei non mi esprimo, ma sul valore delle nostre ragazze non ho alcun dubbio!

Ci vediamo a Sesto!

Sole, Tacchi, Taxi e altri guai

I segnali vanno colti. Questo il grande insegnamento che ci portiamo a casa da Napoli! A parte gli scherzi, una trasferta che già l’anno scorso era stata “particolare”, anche quest’anno si è rivelata ricca di eventi, alcuni dei quali avremmo volentieri evitato.

Ma andiamo con ordine: a gennaio facciamo i conti per capire quanti saremmo stati a poterci muovere per questa tappa di campionato e i numeri sono scarsi ma sufficienti… 9 persone in tutto, sicuramente poche donne, solo tre, ma conoscendole sappiamo che valgono almeno per 6, quindi la decisione è presa, si va a Napoli! Praticamente il giorno dopo aver prenotato volo e alloggio, ecco il primo indizio: Marcello deve fare un piccolo intervento al ginocchio che lo obbligherà al riposo (sottolineo “Marcello” e “riposo” nella stessa frase) per qualche settimana, quindi perdiamo un giocatore. Con una meritoria opera di convincimento, riusciamo a sostituire Marcello con Mattia, quindi la situazione rimane sotto controllo.

Passa una settimana e il buon Franco decide che, da grande appassionato di Lego qual è, vuole immedesimarsi prepotentemente nel mondo dei mattoncini e trasforma la sua mano sinistra nella mano di una mini-figure, rompendosi (e operandosi) il tendine dell’anulare. Restiamo quindi in 8, e per evitare possibili infortuni dell’ultimo secondo, decidiamo anche di cancellare l’allenamento del mercoledì pre-partenza.

Una piccola speranza si fa largo nelle nostre menti quando Landino e Tabone ci fanno sapere che alla fine riusciranno a presentarsi al campo anche loro, seppur in ritardo. Dai, che forse ci sarà la possibilità di respirare un po’!

Quando il giorno della partenza (un venerdì 17…) la pista dell’aeroporto di Bergamo è invasa dalle lepri che fanno ritardare il decollo, e chi arriva da Verona rimane chiuso in aereo perché non ci sono scalette disponibili per lo sbarco, avremo dovuto capire che il destino ci stava urlando a gran voce di lasciar perdere tutto e restare a fare i turisti in città!

Ma invece no! E così dopo un venerdì passato tra corse in taxi che sembra di essere in un videogame, poi a zonzo per Napoli, con l’imbarazzo della scelta fra una pizza fritta e un Geffer, e una notte passata a sentire il “ticchete-ti ticchete-ta” della persona al piano di sopra che passeggia con i tacchi a qualunque ora, il sabato ci svegliamo pimpanti e convinti dei nostri mezzi e siamo pronti a raggiungere il campo. Ma gli intoppi e i segnali non sono ancora finiti… Manu dimentica la borsa sul treno! Alla faccia di tutti i luoghi comuni però, inaspettatamente un controllore la trova ed è possibile anche recuperarla, senza che manchi nulla. Forse se avesse dovuto gironzolare tutto il giorno alla ricerca della borsa perduta sarebbe stato meglio, ma con il senno del poi son bravi tutti…

E quindi, dopo tutti questi eventi che potevano farci capire che non sarebbe stato il torneo più semplice da affrontare, riusciamo finalmente a raggiungere gli spogliatoi e a prepararci per le partite.

Un anno fa, in questo momento appena prima dell’inizio del torneo, cominciò a diluviare. Stavolta c’è una bellissima giornata soleggiata e primaverile e sembra proprio che partecipare a questo evento sia stata un’idea geniale. Cosa mai potrà andare male?

Non è che ci sia tanto da dirci prima di cominciare a giocare: ci sono 2 cambi nel box, sappiamo che il torneo è lungo, dobbiamo cercare di conservarci finché non arrivano i rinforzi.

VRT – Toccati

La prima partita ci permette di trovare un equilibrio nella squadra, visto che ci sono alcuni giocatori che si trovano in ruoli diversi dal solito. La difesa dei nostri avversari ha ancora qualche difficoltà a muoversi in maniera strutturata, quindi troviamo spesso degli spazi in cui inserirci e ci portiamo in netto vantaggio grazie alle mete di Nicola e Mattia. Poi Gigi è furbo a battere rapidamente una punizione e a segnare, quindi una delle mete più belle della giornata, tutta gestita dalle nostre donne, con Manu che porta scompiglio nella difesa, prova un passaggio a scavalcare il difensore verso Moira, che riceve, ipnotizza il suo avversario e scarica per Martina, per andare a marcare un bellissimo 4-0. Le ultime due mete sono ad opera di Dario e ancora Mattia.

Un buon inizio, giocato ad un ritmo calmo, ma con le accelerazioni date nei momenti giusti.

VRT – L’Aquila Touch

La seconda partita è quella che definirà l’andazzo del torneo: se dovessimo vincere, avremmo ottime possibilità di passare il turno e andare a giocarci la vittoria, in caso di sconfitta diventerebbe tutto molto più complicato.

Non possiamo fare ovviamente nessun cambio alla formazione, quindi poche parole e tanta concentrazione.

Gli aquilani giocano in maniera più ordinata e lasciano molti meno spazi in cui provare a colpire. Ci vuole la solita finta di Moira per scardinare la difesa avversaria e riuscire a creare lo spazio per la meta in ginocchio di Dario. Ed è ancora Moira che dopo una doppia 32 serve un bel pallone di ritorno per Nicola per il raddoppio, che poi ricambia a ruoli invertiti, facendole siglare la meta del 3-0. Prima della fine della partita subiamo anche la meta del 3-1 finale, con la nostra difesa un po’ pigra nel rientrare che viene immediatamente punita.

Buona partita, dove abbiamo cercato di amministrare il vantaggio e abbiamo cercato di evitare situazioni di gioco forzate. Meglio arrivare al sesto tocco senza combinare nulla, piuttosto che provare dei passaggi improbabili che possono creare pericolosi capovolgimenti di fronte.

VRT – Orange Touch

Finalmente arrivano Landino e Tabone, gli ultimi due rinforzi, che dopo una mattinata impegnata fra esami e viaggi hanno raggiunto il campo e si uniscono alla squadra. Giusto il tempo di vestirsi e siamo pronti a scendere in campo, senza nemmeno il tempo di organizzarsi un minimo.

La partita è decisamente più importante per loro, visto che hanno pareggiato con L’Aquila, quindi se non dovessero vincere andrebbero alla conta delle mete.

I bellunesi entrano in campo più pimpanti e corrono un po’ più di noi. Ci facciamo fregare come dei pollastri in occasione della prima meta, ma è una situazione ampiamente recuperabile. Infatti sfoderiamo probabilmente i più bei 5 minuti di gioco della mattinata, cominciando a spingere in attacco e a salire di intensità in difesa. I risultati si vedono subito perché riusciamo a segnare con Tabo e Lando, sempre serviti benissimo da un’inesauribile Manu, che poi ha anche la soddisfazione di siglare il 3-1. A questo punto però, come ogni tanto ci succede, arriva il blocco. Forse il pensiero di aver ribaltato il risultato e aver scavato un piccolo solco nel punteggio, o l’idea di potersi risparmiare in vista delle altre partite, o magari anche solo il pensiero che, essendo arrivati i rinforzi potevamo “faticare” meno, ci ha fatto concludere la partita nel peggiore dei modi: abbiamo praticamente smesso di correre e c’è stato un netto calo di concentrazione, che ci ha portato a fare degli errori sanguinosi in difesa, dove abbiamo letteralmente regalato le mete ai nostri avversari, che poi una volta agguantato il pareggio, sulle ali dell’entusiasmo sono riusciti ad andare a vincere la partita, chiudendo sul 4-3. Una partita assurda, dove abbiamo dato l’idea di poter tranquillamente portare a casa il risultato e invece ci siamo ritrovati con un pugno di mosche e il percorso nel torneo più complicato. Come al solito, tanti rimpianti e recriminazioni.

VRT – ProSabina

Ancora un po’ con l’umore sotto i tacchetti dopo la partita dai due volti contro gli Orange andiamo a disputare l’ultima partita del girone, che ci vede affrontare la ProSabina, altra squadra nuovissima all’interno di Italia Touch.

La partita si mette subito in discesa per noi, che possiamo comodamente gestire il ritmo di gioco. I nostri avversari mostrano ancora una notevole inesperienza e se in attacco si ostinano a puntare sempre nella stessa zona, senza mai cambiare fronte di gioco facilitando le nostre chiusure, in difesa lasciano ancora troppo spazio per non approfittare. Segniamo 7 mete e conquistiamo il secondo posto nel girone che ci fa accedere alla semifinale, sapendo che il touch giocato finora è abbastanza lontano da quello che possiamo fare.

VRT – Scambio di Lingue

Si arriva così alla semifinale contro gli Scambio, riproposizione esatta della semifinale giocata sette giorni prima al torneo di Varese. Chissà che il risultato non riesca ad essere lo stesso anche oggi…

Facciamo qualche piccolo aggiustamento dei ruoli e siamo pronti a giocare. L’avvio di partita è prudente da parte di entrambe le squadre, perché sappiamo che un errore può essere pagato caro. Lavoriamo molto bene in difesa, mantenendo le giuste distanze e aiutandoci quando i compagni sono in ritardo o mal posizionati. Martina fa un paio di salvataggi fenomenali all’ala, rimediando anche un’involontaria scarpata in faccia a seguito di un tuffo, Roby è preciso e concentrato e copre le spalle a Gigi in un paio di occasioni, Moira e Manuela si alternano fra link e ala e corrono instancabilmente su e giù per il campo. Insomma, il primo tempo è giocato molto bene, forse poca fantasia in attacco (anche se un paio di passaggi al largo avevano messo in difficoltà gli avversari… peccato fossero in avanti), ma in difesa teniamo senza grossi affanni.

La pausa ci permette di fare il punto della situazione: possiamo provare ad aumentare un po’ l’intensità, la partita è alla nostra portata. Rientriamo in campo convinti, ma dopo pochi minuti, ecco il concretizzarsi di tutti i segnali ricevuti e non compresi che avevano accompagnato questo viaggio: nel ricevere un passaggio, il tendine di Achille di Manu decide di lacerarsi, lasciando la nostra giocatrice a terra, senza la possibilità di rialzarsi. Purtroppo, non c’è granché da fare o da dire. Essendoci passato, la rottura del tendine succede spesso senza un vero motivo, senza avvisaglie che qualcosa non va. Semplicemente può arrivare quel momento in cui fai un movimento ripetuto migliaia di volte, che però in quell’occasione non è tollerato dal fisico. E il risultato è che per qualche mese Manu potrà godersi del meritato riposo, per poi ricominciare a lavorare sulla gamba per poter tornare più forte di prima! In bocca al lupo per il recupero!

L’infortunio, oltre che darci dispiacere e farci preoccupare, ci obbliga anche a dover giocare con solo 2 donne, quindi con 2 mete di penalità. La partita riprende e poco dopo, forse complice anche il momento appena vissuto, subiamo la loro meta. Abbiamo una buona reazione, perché ci ributtiamo in avanti e proviamo a creare, anche se la loro difesa lavora molto bene. Alla fine, riusciamo a segnare la meta del pareggio grazie a Mattia che sfrutta un vantaggio su fuorigioco. Proviamo a ributtarci avanti, ma il tempo è ormai finito, perciò terminiamo la partita sul 3-1 e dovremo andare a giocare per il terzo posto.

VRT – TurtleIn

Dopo una specie di seduta psicologica per riprenderci dalla situazione, possiamo affrontare la nostra finalina.

Andiamo a giocare contro i TurtleIn, che finalmente fanno il loro ritorno ufficiale in campionato con il loro nome, dopo aver raggiunto anche la finale nazionale nel 2015.

Ovviamente partiamo in svantaggio anche in questa partita, e giochiamo anche senza Nicola che accompagna Manuela in ospedale, però stavolta abbiamo qualcosa in più che ci spinge a tirare fuori energie che forse non sapevamo di avere. Il primo tempo è giocato più con il cuore che con la testa, e infatti corriamo tanto, ci impegniamo ancora di più, ma a volte facciamo errori dettati dalla troppa voglia di fare. È un bel primo tempo che si chiude sul 3-3 con le mete di Martina e Mattia, e sempre lo zampino di Moira, onnipresente in tutte le situazioni pericolose. Il secondo tempo invece non ha storia: alziamo il livello di attenzione, manteniamo alta l’intensità di gioco, continuiamo a fare degli errori ma forziamo all’errore anche gli avversari e quindi il pallone torna in nostro possesso. Diventiamo anche un po’ più cinici e puntiamo alla meta con convinzione e alla fine riusciamo a segnare con Roby e Moira, ben ispirati da Tabo e ci portiamo in vantaggio con la meta del 6-5 di Mattia. Quando suona la sirena è un po’ come una liberazione.

Chiudiamo il torneo con un terzo posto che sappiamo poteva essere qualcosa di più, visto che siamo stati protagonisti in negativo della partita decisiva del girone.

Purtroppo l’infortunio di Manuela è la cosa più grave che ci portiamo a casa da questa trasferta, e sarà un’assenza pesante che sentiremo per parecchio tempo.

D’altra parte, possiamo essere molto contenti per le superlative prestazioni di Moira e Martina, che hanno giocato la totalità delle 6 partite da protagoniste in ruoli tutt’altro che riposanti, non lamentandosi mai, anzi, essendo sempre propositive e a supporto del gioco.

Ottimo torneo anche da parte di Roby, che si è destreggiato bene in un ruolo non suo e poi ha saputo dare l’apporto che ci si aspetta quando è potuto tornare a fare il link. Molto bene Lando e Tabo, che pur non allenandosi sono riusciti ad integrarsi immediatamente e a contribuire in maniera significativa alla buona riuscita del torneo, sia in campo che fuori.

Sempre concreto ed efficiente Nicola, che dove lo metti sta e fa bene, ma nel vero senso letterale, anche quando è stato chiamato a fare il crocerossino, accompagnando Manuela in ospedale (per i dettagli dell’esperienza, chiedere al diretto interessato).

Anche Dario ha messo del suo nel torneo, con la pecca della partita persa con gli Orange dove si è uniformato all’andazzo di squadra.

Benissimo Mattia, che in questa occasione è riuscito ad essere più finalizzatore che assist-man, ma soprattutto è stato da guida per tutti in campo.

A parte me e Dario, in questa occasione siamo riusciti a schierare una squadra composta da giocatori degli anni 90/2000. Una buona situazione per il futuro!

La nostra serata poi è finita al b&b dove abbiamo atteso il ritorno dall’ospedale di Nico e Manu, per poi concludere la giornata con pizza e sfogliatelle.

Adesso però arriva il momento difficile: abbiamo 3 infortunati in squadra, alcuni sono già sulla via del recupero, mentre per altri ci vorrà un po’ più di tempo. Ci sono ancora tante occasioni per giocare e per fare bene e dobbiamo capire che certe occasioni vanno colte quando si presentano. Bisogna fare del nostro meglio sempre, anche per chi è a casa forzatamente e non vede l’ora di poter tornare a giocare. Facciamolo anche per i nostri compagni: testa, gambe e cuore. Sempre.

Classifica aggiornata del campionato di Italia Touch

Riprende il campionato – Secondo posto a Varese!

Dopo una lunga pausa, eccomi di nuovo a raccontare le nostre avventure sui campi da touch. Sono stato anche ripreso dai miei compagni per questa assenza, ma un sacco di altri impegni e il blocco dello scrittore mi avevano fermato, perciò non ho raccontato dell’avvio della nuova stagione sportiva, della prima tappa di campionato e dell’avventura all’Europeo per club di Elche, tutte storie che avrebbero meritato qualche riga di racconto, anche per riviverle fra qualche tempo, quando i ricordi non saranno più così vividi! Ma vabbè, è andata così e cerchiamo di riprendere da ora.

E quindi eccoci di nuovo a indossare le maglie giallo blu, questa volta per partecipare al 101% Touch, torneo organizzato dai Black Devils di Varese.

Ci presentiamo al torneo in 13 giocatori, ma dobbiamo registrare le assenze di Marcello e Franco, bloccati da due infortuni che li terrano per qualche settimana lontani da campo, però possiamo sfruttare un weekend casalingo di Gianluca, che si aggiunge immediatamente alla spedizione.

Per una volta sono facilitato dalla location, e mi evito risvegli mattutini difficoltosi e lunghi viaggi, ma così mi perdo anche la parte “stupida” della giornata e per questa volta non posso raccontare nessun aneddoto.

In ogni modo, ci ritroviamo tutti per tempo al campo, accolti da una splendida giornata di sole con temperature decisamente gradevoli. Unica pecca è la condizione del terreno di gioco, che è ridotto ad uno strato di terra secca con sparuti ciuffetti verdi: quando soffia un po’ di vento, si sollevano nuvoloni di polvere a mo’ di film western anni ’70.

Gli organizzatori sono rigorosissimi con il rispetto dei tempi e il torneo prende il via mentre il nostro riscaldamento è ancora in fase embrionale.

VRT – TraTouch

La prima partita ci vede affrontare una new entry del campionato italiano, la squadra di touch di Tradate. Sono abbastanza ordinati in campo, ma hanno ancora un gioco molto semplice, quindi anche se a ritmi bassi, per noi è abbastanza semplice contenerli e trovare spazi dove attaccare.

Abbiamo la possibilità di provare alcuni movimenti che stiamo provando in allenamento e le cose sembrano funzionare abbastanza bene, e portiamo a casa una buona vittoria per 9-0 grazie al bonus donne. Se poi avessimo avuto anche chiaro quali erano le linee del campo di gioco, qualche altra meta l’avremmo segnata, ma tutto sommato è stata una partita giocata in maniera intelligente che ci ha permesso di entrare nello spirito del torneo.

VRT – Dolcè

Il derby! I ragazzi di Dolcè hanno rinnovato parecchio la squadra e possono schierare tante facce nuove e un gruppo rodato che riesce a far girare bene i vari attori. La partita è di un livello un po’ più alto rispetto il primo incontro, ma senza farci prendere da particolari ansie riusciamo ad indirizzarla a nostro vantaggio. Apre le marcature Gigi, ben supportato da Mattia, che poi realizza il raddoppio. Chiudiamo la prima frazione sul 2-1, ma in avvio di ripresa abbiamo un paio di minuti in cui alziamo il ritmo e riusciamo a scavare un solco non recuperabile, grazie alle mete di Gian e ancora Mattia. Fede sigilla la vittoria e poi due mete dei nostri avversari sanciscono il definitivo 5-3. Beneficiando anche del bonus donne, si può dire che è stata una partita ben gestita e portata a casa senza particolari ansie.

VRT – Brianza Toucherz

Ecco, dopo le prime due partite dove non abbiamo dovuto faticare eccessivamente dal punto di vista fisico, non riesco a spiegarmi come abbiamo potuto disputare una partita così penosa contro i Brianza.

Per me, la cosa fastidiosa e inaccettabile è il fatto che loro si sono presentati solo in 6 a questo torneo, ma chi faticava a correre eravamo noi! Ovviamente loro sono sempre fortissimi, difendono in maniera eccellente e quindi i movimenti in attacco devono essere fatti bene per poter creare delle difficoltà, e su questo non discuto: capitano le volte in cui l’attacco gira meglio, e le volte in cui non riescono le cose facili, ci sta… Quello che è stato veramente triste è stato il rinunciare a spingere le frecce, non provare a sfruttare l’unico vantaggio che potevamo avere, cioè la fisicità, la possibilità di spingere di più perché noi i cambi li avevamo. Abbiamo mostrato un atteggiamento passivo, attendista e di sconfitti designati che, specialmente in questa situazione, era totalmente ingiustificato. Una delle partite più brutte che abbiamo mai disputato.

Questa tragedia di partita ci vede uscire sconfitti per 8-4, dove 2 delle nostre mete derivano dal bonus donne. Subire 8 mete in questa situazione è stato davvero troppo. La partita va cancellata dalla nostra mente il prima possibile perché siamo stati troppo brutti per essere reali.

VRT-SimpaTouch

Ultima partita del girone contro la seconda squadra di Dolcè, quella formata dai giovanissimi ragazzi delle scuole medie, che rappresentano un po’ la speranza per il touch italiano del futuro.

Noi arriviamo abbastanza demotivati a questa partita dopo la pessima performance appena esibita, e sicuramente non poteva essere questa la partita dove cercare un riscatto.

La partita scorre ad un ritmo moderato, senza bisogno di spingere eccessivamente, ma dovendo mantenere comunque la concentrazione fino alla fine, perché i ragazzi sanno stare su un campo da touch e diventano pericolosi in più di qualche occasione. Probabilmente appena prendono confidenza con il tuffarsi riusciranno ad avere tante soddisfazioni perché quello che è mancato in alcuni momenti è stato proprio il riuscire a mettere la palla a terra un attimo prima.

Il risultato finale dice 6-0 per noi, che ci consente di chiudere al secondo posto e accedere alle semifinali del torneo.

VRT – Scambio di Lingue

Arrivare a questa partita dopo il torneo un po’ sottotono che stiamo disputando non è il massimo. Più giovani di noi, più atletici di noi, affamati di vittorie… Ma dobbiamo farci l’abitudine perché loro hanno i numeri per partecipare a tutti i tornei e quindi questa partita può diventare un nuovo “classico”.

Scendiamo in campo non particolarmente tesi, anzi forse anche mentalmente sereni. Tanto la partita giocata male l’abbiamo già fatta… fare peggio è difficile. E quindi vediamo di prendere tutto ciò che di buono accadrà.

Si comincia e la prima parte del tempo è quasi come se fosse uno studio. Né noi, né loro prende il sopravvento e ci sono alcuni attacchi scolastici ben contenuti da entrambe le parti.

Non subiamo la loro maggiore velocità di corsa, e questo è un ottimo segnale. Finalmente ci portiamo pericolosamente in attacco e Mattia è bravissimo a segnare dopo aver ricevuto un bel pallone da Moira che, con la sua corsa, porta scompiglio nella difesa padovana. Conteniamo la loro ripartenza e poco prima della sirena del primo tempo, è di nuovo Moira che spiazza il difensore e riesce a trovare il varco per schiacciare. Risultato del primo tempo: 2-0 per noi, che quasi non ci rendiamo conto di essere in vantaggio netto.

Riprende la partita ed è ancora Moira che segna il 3-0 sfruttando questa volta un errore avversario.

Forse a questo punto ci facciamo prendere dall’idea di aver chiuso la partita e ci rilassiamo un po’, o forse loro provano a spingere un po’ di più per non arrendersi alla sconfitta, ma nell’ultima parte del secondo tempo subiamo di più le loro iniziative. Riescono a segnare una prima volta con un bel gioco, poi subiamo il 3-2 non riuscendo a contenere una loro sgroppata. Ci rendiamo ancora pericolosi un paio di volte ma il risultato rimane inchiodato sul 3-2, fino a quando mancano pochi secondi al termine, con Uto che dal box si sgola chiedendo di far solo scorrere il tempo fino alla sirena. Detto fatto e vinciamo la semifinale del torneo e andremo a giocarci la vittoria finale, dopo aver disputato una partita che, considerando quando fatto in precedenza, non si capisce da dove sia uscita. È il solito dubbio del capire quale sia la nostra vera identità: più questi, o più quelli che hanno giocato contro i Brianza? Io sono assolutamente sicuro che siamo questi, bisogna capire come riuscire a portare in campo sempre questo spirito ed evitare le amnesie che troppo spesso ci capitano.

VRT – Brianza Toucherz

In finale, ovviamente, di nuovo i Brianza, che si sbarazzano anche dei padroni di casa e proseguono la loro marcia vittoriosa con apparente semplicità.

Non posso dire che la partita sia memorabile, perché di nuovo sembra che giochiamo immersi nella gelatina: lenti, prevedibili, con movimenti che i nostri avversari leggono con giorni di anticipo e traggono enorme vantaggio. Per dire, subiamo ben tre intercetti che si trasformano in mete.

Rispetto la prima partita corriamo leggermente di più, ma considerando tutto non è ancora accettabile, perché loro dovrebbero ritrovarsi con la lingua a penzoloni, dopo questa giornata, invece sono solo un pochino più in affanno, ma niente di che.

Alla fine, si chiude sul 6-3, con la nostra meta segnata da Martina quando ormai il risultato era più che acquisito.

E quindi terminiamo il torneo al secondo posto. Decisamente un’ottima prestazione contro gli Scambio, e sicuramente una pessima prova contro i Brianza (soprattutto nel girone). Siamo ancora in una fase di sviluppo del nostro gioco, alcune cose devono ancora diventare automatiche, perciò è normale che a volte manchi la fluidità dell’azione, ma quello che non può mancare è la voglia di provare a vincere ogni partita. Non ha senso andare a giocare pensando di aver già perso e finché non supereremo questa sudditanza che abbiamo nei confronti di altre squadre, potrà sempre capitare di vedere delle prestazioni che di dignitoso hanno ben poco.

“Essere sconfitti di solito è una condizione temporanea. Arrendersi è ciò che la rende permanente.”

Finali di Campionato ’21-’22

È già la terza volta che provo l’attacco di questa storia, ma dopo poche righe mi fermo, rileggo e cancello tutto.

Ho l’impressione di diventare stucchevole e noioso, ed è l’esatto contrario di quello che vorrei arrivare a fare. Perché questa è una storia bella, di amicizia, impegno, voglia di lottare e soffrire, una storia di persone normali che, nel loro piccolo, si trasformano in una sorta di supereroi che affrontano viaggi interminabili, condizioni meteo proibitive, allenamenti a volte indecifrabili e a volte sfiancanti, fatiche incomprensibili, delusioni sportive e personali, il tutto giustificato solo dal piacere e la voglia di stare insieme ai propri compagni, per provare a raggiungere un traguardo comune, ed è qualcosa che può capire solo chi ha o ha avuto la fortuna di praticare uno sport di squadra.

Per noi del Verona Touch, per me in particolare, questa storia è iniziata 12 anni fa, e sabato 25 giugno scorso, un po’ inatteso ma non del tutto imprevisto, è stato come se un cerchio si fosse chiuso. 10 anni fa, il 30 settembre del 2012, avevamo raggiunto l’apice, vincendo il Campionato, quello sì inaspettato. Poi, sportivamente parlando, erano seguiti anni belli, anni con cocenti delusioni, anni un po’ più faticosi (quando tanti compagni e compagne di squadre hanno avuto sviluppi importanti per le loro vite), ci sono stati momenti di forte scoramento, momenti in cui ci siamo chiesti “ma chi me lo fa fare”, e poi di nuovo momenti di improvvise risalite, discese e infine una pandemia. Nonostante tutto questo, quando finalmente siamo riusciti a riprendere le attività, è sempre rimasto lo spirito della squadra, il senso di appartenenza a qualcosa, quella motivazione che ti dà la capacità di accettare tante situazioni scomode e impegnative. E questo lo si deve alle persone che fanno parte del gruppo: ognuno di noi è un tassello di un grosso e complicato puzzle, dove è facilissimo sbagliare e arrivare ad incasinare tutto, ma se becchi la giusta combinazione di pezzi, il risultato finale è spettacolare.

Ma è meglio andare con ordine, se no continuo a straparlare e a non concludere nulla come al solito.

Dicevamo, il 25 giugno giorno delle finali del Campionato Italiano. Cause di forza maggiore obbligano il cambio della sede, spostando l’evento a Villorba. Niente di grave, perché date le belle prestazioni durante la stagione e la vittoria del torneo de l’Aquila, il tabellone di quest’anno ci vede entrare in gioco dai quarti di finale, in tarda mattinata. Possiamo quindi prendercela con relativa calma, con sveglia ad orari accettabili, colazione serena e comodo arrivo alla struttura per procedere con l’installazione del super campo base, gentilmente offerto dal buon Roby, che in meno di 24 ore si è trovato catapultato dal dover pensare solo all’organizzazione del casino per il terzo tempo all’essere inserito in rosa, a causa della defezione obbligata del nostro Tabo.

La presa di possesso del campo è tranquilla, ma una volta indossate le magliette e allacciate le scarpe, inizia a salire la tensione. Che non sia un momento semplice diventa chiaro e lampante a tutti non appena Uto dovrebbe, vorrebbe, darci le ultime istruzioni: è allora che al nostro coach e capitano di centinaia di situazioni analoghe si blocca la voce ed esce un discorso continuamente interrotto da singhiozzi, facendo diventare evidente che c’è tanta aspettativa, emozione, voglia di rivincita e consapevolezza che si può fare qualcosa di grande dopo tanta fatica. Sarò onesto: di solito mi ricordo gran parte delle cose che succedono e ci diciamo durante i tornei. Questa volta però, appena ho sentito il mio capitano bloccarsi emozionato dopo aver provato a tirar fuori il solito vocione, il cervello si è chiuso e ho ripensato a tutto quello che ho vissuto in questo bel mondo del touch, alle tante facce che ho incrociato, ai viaggi, alle sconfitte, agli infortuni, alla fatica, alle gioie per le vittorie e ai dolori alle gambe, alle amicizie che si sono create. Non so cosa potesse frullare per la testa dei miei compagni, se stavano ascoltando Uto o se stavano anche loro rivivendo un personale viaggio, ma d’altra parte ci sono persone che hanno cominciato a giocare 9 mesi fa e non hanno tutto questo alle spalle, e quindi probabilmente mi stanno anche prendendo per un cretino.

Comunque, non so quale fosse l’esatto obiettivo del messaggio di Uto, ma deve essere stato particolarmente toccante, perché il risultato è che nella partita che andiamo a giocare, dire che nei nostri primi 10 minuti eravamo sotto tensione non rende a sufficienza l’idea. Si percepiva proprio che eravamo bloccati da quella paura di sbagliare che ti frena, ma non tanto perché ti darebbe fastidio fare un errore, ma perché sai che il tuo errore porterebbe un danno ai tuoi compagni, ed è l’ultima cosa che vorresti che succedesse.

Ma appunto, parliamo di questa prima partita, che ci vede affrontare la Touch Rugby Roma, un derby per il nostro Lorenzo. Loro hanno già giocato due partite, sono già in ritmo gara, hanno già superato l’emozione e sono perfettamente calati nella giornata. Il nostro avvio invece è un vero e proprio thriller: subiamo due punizioni consecutive per difesa che non avanza, garantendo quindi tre possessi pieni ai nostri avversari, ma riusciamo comunque a difenderci sempre; sulla risalita commettiamo un banale errore dopo il terzo tocco e tutto finisce in un nulla di fatto. Girandola di cambi, un paio di tentativi velleitari in tuffo, poi sul loro possesso finalmente cominciamo a muovere le nostre gambe in maniera utile e con un’ottima difesa aggressiva li forziamo all’errore. Mattia riceve palla, punta il piede, cambia direzione e vola indisturbato in meta. Dopo la ripartenza, conteniamo il loro attacco e sulla nostra risalita è Lollo che segna in tuffo. Piccola ingenuità difensiva e subiamo la meta del temporaneo 2-1. Questa marcatura sembra di nuovo far crescere la tensione perché fino alla sirena del primo tempo non riusciamo più a imbastire alcunché di pericoloso. Si va alla pausa, due parole per liberare la mente, ma negli sguardi di tutti si vede determinazione, non paura. Riprende la partita e, dopo aver resistito bene ad un paio di attacchi, su una risalita non ideale Lollo raccoglie da mediano e buca in accelerazione, Manu è al suo fianco e può comodamente ricevere per segnare il 3-1. Forse è il momento che ci dà la sveglia e taglia definitivamente le gambe a Roma, che fino a quel punto ci stava tenendo testa. Sulla successiva palla nostra, bella giocata fra Gigi e Mattia, palla che torna fra le mani di Gigi, che serve bene per Moira, che avrebbe anche la possibilità di provare a segnare in tuffo, ma sceglie la via relativamente più complessa con un bel passaggio lungo ad una solitaria Valeria che può comodamente segnare. A seguire, è Marcello che va in meta, ben servito ancora da Lollo, poi Uto sfrutta un tap sui 7 metri battendo e segnando senza grosso ostacolo da parte dei difensori, quindi c’è una meta tutta marcata dalla famiglia Bino, con Marcello a fare da assistman per Nicola e infine un’altra meta di Mattia che chiude i conti sull’8-1 finale. La semifinale è nostra e siamo tra le prime quattro squadre della stagione. Si tratta solo di capire in quale posizione.

Abbiamo un paio di ore di pausa, dove ognuno fa quel che preferisce: c’è chi sta sdraiato a sonnecchiare, chi mangia, chi va a guardarsi gli incontri degli avversari e chi gioca con i bambini, che sono parte integrante della squadra e sono con noi da sempre, capaci con una parola di farti scoppiare a ridere e allentare la tensione dell’attesa della prossima partita. E forse saranno anche una prossima generazione di touchers!

Si arriva così al momento della semifinale: gli accoppiamenti ci mettono di fronte ai Treviso Knights, che in questa occasione sono anche i padroni di casa. Sono forti, atleticamente e tecnicamente. All’ultimo torneo ci hanno letteralmente “asfaltato”, anche se non stavamo giocando con la nostra formazione ideale. Però sappiamo che possiamo metterli in difficoltà. Questa volta il discorso introduttivo è meno sentimentale e più mirato alla partita e può essere riassunto così: è sicuro che subiremo delle mete così come è certo che segneremo delle mete. Vincerà chi avrà più fame.

Partiamo in difesa e conteniamo il primo attacco, ma sulla nostra ripartenza perdiamo malamente il pallone senza arrivare nemmeno a metacampo. Torniamo a difendere e prima beneficiamo di una svista del nostro avversario che non si rende conto di essere in area di meta, ma subito dopo una nostra brutta difesa permette loro di passare in vantaggio. Riprende il gioco e immediatamente pareggiamo con una bella meta in tuffo di Lollo, imbeccato dall’onnipresente Marcello. Palla a Treviso, Valeria blocca ottimamente il loro primo tentativo, ma sul ribaltamento di fronte subiamo di nuovo meta a causa di una scivolata che mette fuori gioco il nostro Gianlu. Nessuna paura: si riparte dal centrocampo e immediatamente è di nuovo Lollo a ubriacare il difensore con un paio di cambi di direzione e segnare in tuffo. Riprendono palla, maestosa difesa in combinazione fra Valeria e Moira, ribaltamento di fronte, punizione per fuorigioco e altri sei tocchi per i nostri avversari. Conteniamo il primo affondo, ma poi ci viene fischiato un altro fuorigioco, questo abbastanza inspiegabile. Non riusciamo questa volta ad arginare la loro manovra e siamo di nuovo sotto con il punteggio. Ma questa è veramente una partita senza un attimo di respiro: riprendiamo il gioco, quasi riusciamo a sfondare con una corsa di Lollo, fermato all’ultimo da due difensori trevigiani che arrivano allo scontro, poi organizziamo un altro bel movimento andando ad esplorare il lato aperto e alla fine la palla arriva fra le mani di Valeria che può di nuovo riportare la partita in parità. 3-3 in poco più di 8 minuti. Successivo attacco, stavolta ottimo lavoro difensivo che porta i nostri avversari a dover tentare un passaggio lungo all’ala, che non riesce troppo bene. Finalmente siamo riusciti a impedire una segnatura: ci abbiamo messo un po’ ma la difesa finalmente ha funzionato. Andiamo al riposo in parità, sapendo dove abbiamo sbagliato e forse come rimediare.

Il secondo tempo non è spettacolare come il primo, ma è anche normale: ci si gioca l’accesso alla finale ed entrambe le squadre sono un po’ più accorte. O forse si inizia ad avere un po’ di paura, perché si commettono anche degli errori banali non visti nel primo tempo. Treviso prova a metterla sul piano della velocità cercando un aggiramento al largo, ma Martina è bravissima a scivolare lateralmente e neutralizzare il tentativo, iniziando il suo personale show difensivo. Palla ancora ai trevigiani, incomprensione fra i nostri due centrali e meta soft che ci riporta in svantaggio. A differenza del primo tempo, sulla ripartenza non riusciamo immediatamente a segnare e quindi il pallone ritorna ai nostri avversari che hanno la possibilità di incrementare il vantaggio. La loro risalita è efficace, raggiungono i nostri 7 metri, giocano una seconda fase allargando la palla e qui Marti compie il suo capolavoro difensivo con un tocco in tuffo sull’attaccante avversario che vale tanto quanto una meta segnata, se non di più, perché toglie sicurezza alle certezze degli avversari. Ecco, da adesso gli arbitri cominciano a prendere qualche decisione un po’ assurda, perché prima ci regalano un possesso prolungato con un fuorigioco discutibile a metà campo, poi sui nostri ripetuti tentativi offensivi, escludono un giocatore avversario anche se eravamo solo al secondo fallo nei 7 metri (normalmente l’esclusione avviene dopo il terzo fallo ripetuto all’interno dell’area dei 7 metri). Fatto sta che beneficiamo di una superiorità numerica e anche se non con una azione proprio fluida, un bel passamano sull’asse Lollo-Mattia-Moira permette a Moira di andare a segnare per la parità con un bellissimo tuffo. Difendiamo bene sulla loro ripartenza, facciamo un drive di risalita da film degli orrori, conteniamo efficacemente un loro tentativo di sfondare in velocità e poi di nuovo una discutibile decisione arbitrale sulla nostra azione di attacco ci impedisce di segnare proprio sulla sirena, quando una giocatrice in netto fuorigioco tocca Mattia che si era lanciato per la meta della vittoria. Va bene così, un errore a favore e uno a sfavore alla fine si bilanciano. E per come è andata la partita è giusto arrivare a giocarsela al drop off.

Non c’è nemmeno un dubbio su chi dovrà scendere in campo: sono Moira, Lorenzo, Manu e Mattia ad avere la responsabilità sulle spalle. Per Manu e Mattia è anche una sorta di rivincita, visto che alle ultime finali del 2019 erano in campo in quell’ottavo di finale terminato con una sconfitta al drop off contro Padova, dopo una gran rimonta nei tempi regolamentari. Anche questo è un altro piccolo cerchio che si chiude.

Abbiamo la prima palla del supplementare, e sappiamo che ha un peso maggiore rispetto a tutti gli altri palloni giocati fino a questo momento. L’impressione che ho da fuori è che loro sentano più di noi la pressione. In fondo sono sempre stati avanti con il risultato e noi ad inseguire, ed ora si ritrovano al drop off dove quello che hai fatto prima non conta più e non hai molte possibilità di riscatto.

Fischio di inizio, saliamo, Moira e Manuela provano a bucare, non passano ma guadagnano una punizione sui 7 metri, palla a Lollo, tocco, Moira gli rialza il pallone, passetto a sinistra, poi a destra, ed ecco lo spazio che si crea fra i due centrali, sufficiente per un tuffo per la meta del primo nostro vantaggio della partita. I nostri quattro restano in campo per difendere e contengono benissimo la sfuriata trevigiana, obbligandoli ad un passaggio lungo che però è in avanti. È praticamente fatta! Scorrono gli ultimi secondi con la palla saldamente in nostro possesso e poi finalmente la sirena!

Si va in finale a giocarci il titolo di Campioni d’Italia!

Ci si può lanciare in campo a festeggiare per il raggiungimento di un risultato fantastico e tanto inseguito, ottenuto dopo una partita giocata a viso aperto contro un’altra grande squadra, che lo avrebbe meritato tanto quanto noi!

Purtroppo, quel despota senza cuore di Elio (ma gli voglio bene lo stesso) mi manda ad arbitrare al turno successivo, quindi mi perdo il discorso di Uto post-partita, e non c’è nessuno che abbia preso appunti da passarmi e quindi rimango solo con i miei pensieri, ad esaltarmi per il risultato.

A questo punto abbiamo un pomeriggio di attesa davanti a noi e di nuovo ognuno lo passa come meglio crede. Stavolta c’è anche la possibilità di rivedersi la partita appena giocata, ed è molto divertente ed emozionante ripercorrere i momenti appena vissuti sul campo, ridendo delle cazzate fatte e inorgogliendosi per le belle cose prodotte.

E così, tra una risata, una merendina e una chiacchiera, arriva il momento di prepararsi alla finale. Non c’è gran che da fare, è inutile organizzare un riscaldamento tutti assieme. Ognuno sa cosa gli serve per provare a dare il meglio. Uto non ha grandi messaggi da comunicarci, se non quello di vivere al massimo il momento che sta arrivando. Non capita tante volte nella vita di una persona di avere l’occasione di raggiungere un traguardo importante, per quanto si tratti di uno sport, perlopiù di nicchia. Come disse Jurgen Klopp prima di una delle tante finali perse: “Se ce la facciamo, fantastico, altrimenti cerchiamo di non farcela nel modo più splendido!”

Il prepartita è il momento più intenso: siamo chiamati uno per uno in campo e quando senti lo speaker scandire il tuo nome, immagino che la sensazione sia la stessa per tutti: intanto speri che lo pronunci correttamente, ma poi senti una scarica di adrenalina correrti giù lungo la schiena, che ti fa entrare in campo ancora più deciso. E subito dopo ecco quel fastidioso retropensiero: speriamo di non inciampare (vabbè, questo era il mio di retropensiero, non credo lo abbiano avuto tutti…). E poi il momento dell’inno nazionale, altro momento estremamente toccante, vissuto centinaia di volte davanti la televisione o dalla tribuna di uno stadio, solo che questa volta l’atleta, chi sta per gareggiare rappresentando quell’inno, sono io, siamo noi. E allora fuori la voce, per quanto stonata, fuori tempo o stridula possa essere, abbracciato ai tuoi compagni quasi a creare un’unica entità.

Ecco, fino a questo momento è stato tutto bellissimo e perfetto. Avevo iniziato scrivendo che questa è una storia di una squadra che è come una famiglia. Una squadra fatta di gente normalissima che prova a fare cose che vanno oltre i propri limiti. Se fossimo in un film americano il finale sarebbe già scritto: la squadra sfigata alla fine vince superando ogni limite e pronostico. Ma questa è una storia italiana, raccontata anche un po’ male, e quindi l’esito è ben lontano dal somigliare a quello di un film. D’altra parte, se è una storia di un cerchio che si chiude, ci può stare che non venga un cerchio proprio perfetto. Per quello ci sarebbe voluto Giotto, noi al massimo abbiamo Gigiotto… che non è che con l’arte se la cavi proprio bene.

Finora non ho ancora parlato dei nostri avversari, i Brianza Toucherz, ma non c’è tanto da dire. Hanno vinto gli ultimi 5 campionati disputati e praticamente tutti i tornei a cui hanno partecipato (forse una volta sono arrivati terzi, ma erano giustificati: giocavano in 5). Partecipano frequentemente a tornei internazionali, raggiungendo posizioni di prestigio anche contro squadre inglesi e francesi, sono stati e sono ancora praticamente tutti rappresentanti della nazionale italiana. Si può riassumere dicendo che sono molto forti, ma credo non renda a sufficienza l’idea. Per dire, l’ultima volta che li abbiamo battuti è stato nel 2014; da allora sono seguite ben 17 sconfitte…

Non è mai bello cominciare una partita pensando di essere battuti, perché le situazioni vanno vissute, affrontate e si deve provare a fare sempre del proprio meglio. Bisogna però essere coscienti della forza e del valore dell’avversario ed evitare di vivere di illusioni. Secondo me approcciamo la partita con il giusto atteggiamento, senza fretta e con accortezza in difesa. Subiamo una loro prima meta, ma riusciamo a rispondere praticamente subito con Lorenzo, che ha disputato veramente delle finali memorabili. Regaliamo una punizione per un fuorigioco sui 7 metri e non puoi concedere queste opportunità a loro, che infatti segnano il 2-1. Non riusciamo a rispondere immediatamente, ma conteniamo bene un paio di attacchi, finché non commettiamo un banalissimo errore su una risalita e regaliamo il pallone ai nostri avversari praticamente a 10 metri dalla linea di meta. Come prima, loro sono perfetti nel punirci e andare sul 3-1. Riprendiamo a giocare e per pochissimo Martina non riesce a ricevere e segnare in tuffo su passaggio lungo di Lollo. Però in una finale, quando sbagli non puoi aspettarti regali dagli avversari, e subito prendiamo la quarta meta. Ci riportiamo in attacco, staremmo anche organizzando un buon movimento, ma sull’ultimo passaggio subiamo un intercetto da parte di Jack, che una volta di più ci ricorda che gli alieni esistono e vivono già in mezzo a noi, e in poco meno di 10 secondi copre i 70 metri di campo da una linea di meta all’altra per portare il risultato sul 5-1, nonostante un generosissimo e disperato tentativo di rincorsa da parte di Manu. Una meta questa che ci abbatte particolarmente e che forse ci demoralizza oltremodo.

In attacco abbiamo poca fantasia per scardinare l’efficientissima difesa brianzola e in difesa, quando non ci perdiamo sull’ultimo dettaglio e li obblighiamo a cercare soluzioni più complesse, loro sono bravissimi a ricorrere al lancio lungo, sempre ottimamente ricevuto dalle loro prontissime ali. Andiamo sul 6-1 prima di un’altra meta di Lorenzo, ancora ben assistito da una inesauribile Manuela. C’è giusto il tempo per la settima meta brianzola prima di andare alla pausa. Il primo tempo termina quindi sul 7-2. Non c’è molto da dirci, è un dato di fatto che loro siano più forti e che noi stiamo facendo quello che possiamo per provare a contenerli e impensierirli, dobbiamo solo continuare a soffrire e dare fondo a tutto quello che abbiamo.

La ripresa inizia esattamente come era finito il primo tempo, ovvero con una loro meta; proviamo a imbastire qualcosa in attacco, ma le poche idee del primo tempo diventano anche più confuse, e così subiamo anche la meta del 9-2. C’è un moto di orgoglio nella bella meta segnata da Gianluca su ottima iniziativa di Mattia, ma sulla successiva difesa, lo stesso sestetto che ha lavorato così bene in attacco va totalmente in bambola e ci ritroviamo sul 10-3 in un attimo. Loro rallentano di poco la velocità di risalita del campo, ma per tutto il resto non sembrano per nulla affaticati, mentre noi a tratti vagabondiamo per il prato. C’è il tempo per la meta del 11-3, stupenda, frutto di un passaggio lungo all’ala, che una volta resasi conto di essere ormai stata bloccata (come al solito da una indemoniata Martina), invece che accontentarsi di un tranquillo tocco, fa un preciso passaggio all’interno per l’accorrente link che va comodamente in meta. Dopo una cosa del genere che altro vuoi fare? Sempre più rassegnati ci ributtiamo in avanti e troviamo finalmente qualche soddisfazione: prima Claudia mette la sua firma anche in questa finale, a completamento di un’altra stagione magistrale, e infine è ancora l’asse Mattia – Gianluca a confezionare la nostra quinta meta, giunta dopo aver subito la dodicesima da parte dei brianzoli, che onorano al meglio la finale giocando comunque dal primo all’ultimo minuto, anche se il risultato era già chiaro al termine del primo tempo.

Alla fine, è un 12-5. Potevamo giocare meglio? Sicuramente sì, alcune mete potevamo evitarle e qualcosa di più in attacco potevamo farlo. Potevamo ottenere più di quanto raggiunto? Oggettivamente, credo di no. A pensarci, in campo, nella finale, ci sono stati dei momenti dove 5 giocatori erano già presenti in quell’altra storica finale raggiunta 10 anni prima. E non è che questi 10 anni non si sentano…

Al fischio finale, il mio primo pensiero va a Valeria e il caso vuole che me la ritrovi proprio davanti. Per lei è stata l’ultima stagione con la maglia gialloblù, e sono contento abbia potuto viversela in questa maniera e far sì che l’ultima partita fosse proprio la finalissima. Peccato per il risultato, ma sono sicuro che non sarà il suo primo ricordo quando ripenserà alla sua avventura sportiva. Le sue parole di saluto poi sono tra le più intense che chi è parte di un gruppo bello come il nostro possa sentire. Non è solo una questione di giocare e raggiungere risultati sportivi. Piuttosto direi che, prendendo spunto da un celebre detto sul rugby, “Il touch è una giornata di battaglie che possono cementare amicizie per tutta una vita”.

Temo che gli addii non siano ancora terminati per quest’anno, ma probabilmente per imbarazzo, emozione o per non sovrapporsi al toccante saluto di Vale, chi doveva comunicarci qualcosa ha preferito tacere ancora per un po’, per non aggiungere altra commozione al momento.

La giornata non è ancora finita, perché alle premiazioni facciamo incetta di trofei. Oltre al premio per il secondo posto, Manuela vince il titolo di miglior giocatrice della stagione, a coronamento di un’altra annata mostruosa, costellata da 20 mete in 38 partite, migliore marcatrice di squadra (a parte le 37 marcature del fenomenale Lollo, che registra numeri da capogiro in tutte le statistiche e avrebbe bisogno di un premio a sé stante). E infine vinciamo anche il premio in memoria di Calvin, un caro amico di tutti i touchers della prima ora. Probabilmente, se ancora oggi continuo ad essere nel mondo del touch e a cercare sempre di divertirmi e dare una mano quando possibile, è perché in un terribile pomeriggio di ottobre del 2010, in uno sperduto campo della periferia milanese, al mio primo torneo, senza sapere cosa stessi facendo (…vi sento che fate i simpatici dicendo che anche ora non so cosa stia facendo…), ho incrociato persone come Calvin, che mi hanno fatto sentire parte di un gruppo allargato in cui tutti possono trovare il loro posto, nonostante le evidenti differenze di età, carattere e modi di essere.

Ecco, ho finalmente concluso questa storia. È lunga, e sicuramente per qualcuno è risultata noiosa. Ma è la mia storia, anzi un pezzo della storia del Verona Touch, anzi… “Sono tante storie, storie di donne e uomini che ci hanno insegnato che bisogna tentare di fare almeno quello che si può.

Sempre.

Nello sport.

Come nella vita.” (J. Buckler)

Ci sono tante persone da ringraziare, chi c’è sempre stato, chi è arrivato da poco e si è inserito come ci conoscessimo da sempre, chi è andato e poi tornato, e tutti in un modo o nell’altro abbiamo contribuito a creare questo, quindi è inutile stare a fare i nomi, perciò eccovi un enorme Grazie a tutti! Due persone in particolare però non si possono non citare: Uto e Marcello. Non serve aggiungere altro!

Ora e sempre

CERCHIO DI FUOCO!

P.S.: Mi sono accorto che non abbiamo nemmeno una foto con la rosa di questa stagione al gran completo, perciò il geniale Mattia è riuscito a creare questo, dove in qualche modo mi pare che ci siamo tutti e 22!